Tredicesima: è un gioco degli equivoci

24/11/2003


  economia e lavoro


domenica 23 novembre 2003
tredicesima
Nens: è un gioco degli equivoci la «buona sorpresa» per i pensionati

ROMA «La “buona sorpresa” per i pensionati annunciata dal ministro dell’Economia davanti alla platea della Cisl ha tutta l’apparenza di un gioco degli equivoci». Reagiscono così in casa Nens alle dichiarazioni di Giulio Tremonti davanti alle telecamere (non alla platea) sulle tredicesime dei pensionati. Per Vincenzo Visco, Pier Luigi Bersani, Giorgio Benvenuto e Mauro Agostini che non escludono un’interrogazione arlamentare sull’argomento) se l’assegno più pesante dipende da una maggiore deduzione (da 7.000 a 7.500 euro) , «si tratta di una cosa che ancora non esiste». Una pia intenzione, dunque, che per trasformarsi in realtà dovrà essere presentata in Parlamento e corredata di relativa copertura finanziaria. Cosa «di cui nessuno fino ad ora ha mai parlato», continuano i
parlamentari diessini. «Se, invece, si tratta del rimborso da parte dell’Inps dell’aumento delle trattenute effettuate nel corso dell’anno ad una vastissima platea di pensionati che, per effetto dell’applicazione della riforma fiscale, hanno ricevuto nel corso dell’anno un assegno più basso di prima, in questo caso non si tratta di una “buona sorpresa” bensì della tardiva restituzione – a suo tempo annunciata dal governo e recentemente comunicata ai pensionati dalla stessa Inps – di quanto, mese dopo mese, era stato sottratto agli assegni vitalizi». Insomma, si tratterebbe di restituire il dovuto, nulla di più. «Fa bene, quindi, il segretario della Cisl a manifestare scetticismo verso gli annunci del ministro che non riescono a nascondere fatti ben diversi dalle parole pronunciate – concludono i deputati – Moltissimi pensionati, infatti, recupereranno solo a dicembre quello che è stato loro sottratto nel corso dell’anno, altri ancora per evitare l’aumento del prelievo fiscale sono costretti a compilare una dichiarazione dei redditi prima non necessaria, gli aumenti effettivi delle pensioni più basse sono stati di minimo importo e hanno riguardato un numero di pensionati assai ristretto, infine la mannaia fiscale che la riforma aveva calato sulle liquidazioni, fermata dalla Camera dei Deputati, è stata ripristinata dal Senato. E, se non bastasse, da quando questo governo si è insediato il fiscal drag non è mai più stato rimborsato, aggravando l’asprezza della perdita di potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti. Come si vede, si tratta di sorprese che non è facile prendere per “buone”»

b.di g.