Tre milioni di lavoratori in attesa di contratto

02/01/2001



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Tre milioni di lavoratori
in attesa di contratto

Quest’anno rinnovo per metalmeccanici e ferrovieri

ROMA – Sono circa tre milioni i lavoratori in attesa del rinnovo contrattuale per i quali nel 2001 si aprirà la fase serrata delle trattative. Tra le categorie "politicamente" più importanti vi sono i metalmeccanici, i ferrovieri ed i lavoratori delle Poste, ma in cerca di accordo ci sono anche i dipendenti delle imprese di pulizia, i lavoratori domestici, oltre ai dipendenti del settore gas, acqua, elettrico e della vigilanza privata. Le tute blu, come sempre, saranno quelle che daranno la linea: il confronto tra Federmeccanica e Fiom-Fim e Uilm, dovrebbe riprendere a metà gennaio, ma le posizioni sono decisamente lontane. Si profila uno scontro sociale duro e una vertenza lunga.
Non sembra facile nemmeno il confronto che impegna al tavolo delle trattative le Poste spa e i 175 mila dipendenti: il contratto è scaduto dal ’97, ma le parti sono ancora in cerca di un’intesa riguardo le nuove professionalità e i relativi inquadramenti. Lontano dalla soluzione è anche il confronto tra i sindacati e le associazioni delle imprese di pulizia: la vertenza interessa 450 mila addetti e la categoria in stato di agitazione ha chiesto la mediazione del ministro Salvi.
Molto complesso è poi il settore lavoro domestico: Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno avviato il confronto per il rinnovo del contratto scaduto a luglio 2000: si calcola che nel settore lavorino circa 1 milione di persone, ma secondo i dati Inps, solo 216 mila sono i lavoratori regolarmente assunti. Di questi 103 mila provengono da paesi extra Ue e le donne sono l’87 per cento.
Per quanto riguarda invece i settori acqua e gas tra i temi di maggior confronto sul contratto c’è l’orario di lavoro, con l’obiettivo delle 35 ore settimanali, la previdenza con l’unificazione dei trattamenti pensionistici e la contrattazione aziendale. Confindustria e Cispel hanno inviato ai sindacati recentemente un documento per arrivare ad un contratto unico di settore. E’ in corso la trattativa anche per il settore elettrico. La flessibilità è invece il punto di maggiore scontro per quanto riguarda i 35 mila addetti alla vigilanza privata. Al palo dal ’97 anche i 17 mila lavoratori della ricerca.