Tre contratti per apprendisti Via alla riforma del lavoro giovanile. Impieghi a tempo indeterminato

06/05/2011

ROMA – «Entro luglio l`apprendistato diventerà, dopo l`esame del consiglio dei ministri, uno strumento fruibile per la ripresa, nella misura in cui anche le parti e le Regioni lo promuoveranno». E l`impegno del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ieri ha sottoposto il Testo unico sull`apprendistato al consiglio dei ministri, che lo ha approvato. «La riforma dell`apprendistato può rivelarsi davvero positiva per 1`occupabilità di molti giovani sulla base della necessaria integrazione tra apprendimento e lavoro» è la convinzione di Sacconi. E proprio questo è l`obiettivo del Testo unico che, come tale, abrogale disposizioni precedenti e si compone di soli sette articoli, oltre a ampi rimandi alla
contrattazione collettiva. Il nuovo contratto ha tre possibili articolazioni: il primo è l`apprendistato per la qualifica professionale, applicabile a chi abbia compiuto 15 anni, per la durata massima di tre anni. Serve anche per assolvere all`obbligo dell`istruzione, ma soprattutto a dare lavoro ai più giovani. Il secondo tipo è l`apprendistato professionalizzante, rivolto ai giovani dai i8 ai 29 anni, della durata massima di sei anni. Infine c`è l`apprendistato di alta formazione e ricerca, anche questo per i giovani tra i 18 e i 29 anni, ma che puntino a un titolo di studio di livello superiore o al conseguimento di titoli universitari e di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca. Questo contratto può essere utilizzato anche negli studi professionali per il praticantato. Se nessuna delle parti esercita la facoltà di recesso al termine del periodo di formazione, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Lo scopo è avere a disposizione un contratto che sia vantaggioso per le imprese e per i lavoratori, visto che quest`ultimi avrebbero un accantonamento previdenziale pieno che le aziende pagherebbero in minima parte. Più in generale l`obiettivo è far diventare l`apprendistato il modo tipico di ingresso nel mercato del lavoro dei giovani attraverso l`integrazione tra apprendimento e lavoro.
Il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha fatto sapere che «sempre perseguendo lo stesso scopo, il consiglio dei ministri ha stabilito che i nuovi contratti di apprendistato potranno essere applicati anche a donne che abbiano perso il lavoro da almeno sei mesi». Per la Cgil, «un contratto formativo di accesso al lavoro per i giovani, alternativo a forme di lavoro precario, è sicuramente un obiettivo di grande rilievo che da tempo sollecitiamo». Tuttavia il maggior sindacato sollecita che la durata massima di sei anni venga abbreviata, che si ristabilisca una durata minima e che la formazione prevista sia effettiva. «L`apprendistato deve essere incentivato» secondo la Cisl, mentre la Uil auspica «una sana cooperazione istituzionale, tra Stato e Regioni, unitamente al forte ruolo della contrattazione». Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, «tutto ciò che va nella direzione della semplificazione, del sostegno all`innovazione e alla ricerca, dell`incentivo all`occupazione, della valorizzazione della risorsa-turismo è senz`altro benvenuto». Lo schema di decreto legislativo approvato ieri passa ora all`esame delle parti sociali, delle Regioni e delle commissioni parlamentari prima del varo definitivo.