Tre banche per gli hotel della Ciga

26/09/2002


          26 settembre 2002




          FINANZA E MERCATI


          Tre banche per gli hotel della Ciga

          Da Antonveneta, Abaxbank e Unicredit 250 milioni alla cordata sardo-veneta


          MILANO – Antonveneta , ma anche Abaxbank e, con ogni probabilità, Unicredit . Sono le tre banche che preparano un intervento da quasi 250 milioni di euro per finanziare l’acquisizione degli immobili controllati da Ciga-Starwood in Costa Smeralda: quattro alberghi (Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo), ma anche ristoranti, negozi, campi da golf e marine. L’offerta sul tavolo del gruppo americano, infatti, vale in totale 350 milioni, ma di questi solo il 30% – quindi 100-120 milioni – è rappresentato dall’apporto di capitali da parte dei soci sardo-veneti. Il resto sarà messo a disposizione dalle banche, dove però non si replica l’insolito accoppiamento geografico. Se Antonveneta è scesa in campo fin dall’inizio, Abaxbank – la merchant bank del Credem guidata da Fabio Arpe – e Unicredit (attraverso la componente veneta di Cariverona) si sono invece aggiunte in un secondo tempo e la loro presenza potrebbe essere formalizzata in tempi brevi. Per quel che riguarda invece la compagine che ha dato vita alla cordata, le voci di uscita di Tabacchi (si veda «Il Sole-24 Ore» del 24 settembre) continuano a non trovare conferma. Secondo alcune indiscrezioni, il perdurare di questa incertezza sarebbe legato a una differenza di vedute tra padre e figlio che non ha ancora trovato una composizione. L’eventuale disimpegno del socio veneto (che rappresenta il ramo della famiglia Tabacchi uscito a suo tempo da Safilo con una consistente liquidità) avrebbe comunque un impatto assai ridotto sull’assetto della cordata. I singoli soci sono infatti chiamati a un impegno finanziario che è certo consistente ma non proibitivo, nell’ordine dei 10-15 milioni di euro. In campo, ricordiamo, ci sono la società immobiliare Forma Urbis di Padova e De Rigo, per i veneti, con Corbeddu, Loi, la finanziaria regionale pubblica Sfirs e Ifim per la parte sarda. Forma Urbis e Sfirs hanno avuto il ruolo di catalizzatore nelle rispettive aree di origine. Questa situazione rende relativamente agevole fare fronte agli impegni previsti dal patto tra i soci, ovvero il riacquisto delle quote di chi dovesse uscire dalla compagine. D’altra parte in questi giorni Starwood non ha dato alcun segno di nervosismo e la trattativa in esclusiva – decisa anche dopo una verifica esterna che era stata affidata nei mesi scorsi a Deutsche Bank – sta andando avanti come previsto. L’intenzione è di chiudere formalmente entro un mese e mezzo con il contratto di compravendita e il contestuale contratto di management che continuerà a legare Starwood alla gestione delle quattro strutture alberghiere. Dopodiché inizierà la grande partita del nuovo sviluppo immobiliare della Costa, che riprende il vecchio progetto dell’Aga Khan con cubature però più che dimezzate. A questo proposito è evidente l’importanza dei soci sardi, anche se – senza bisogno di "sponde" locali – la veneta Forma Urbis ha già chiuso importanti operazioni sull’isola. All’eventuale sviluppo dell’area sarà comunque ancora interessata Starwood, nel caso che si trovasse spazio per nuove iniziative alberghiere. Dal punto di vista finanziario, invece, l’eventuale partenza del masterplan dovrebbe prevedere, a quanto pare, una sorta di "premio" a favore di Starwood.

          Martino Cavalli