Trattative in salita per modificare la Finanziaria

07/10/2002






          (Del 7/10/2002 Sezione: Economia Pag. 4)
          SUD, IMPRESE ED ENTI LOCALI I CAPITOLI DA RIVEDERE. DOPO LE POLEMICHE MERCOLEDI´ VIA ALLE AUDIZIONI. ARTONI: BISOGNA AIUTARE IL MEZZOGIORNO
          Trattative in salita per modificare la Finanziaria
          Giovanardi: un gruppo di lavoro filtrerà le richieste. Confindustria resta critica

          ROMA
          Settimane importante per l´iter parlamentare della Legge Finanziaria, quella che comincia oggi. Da mercoledì, infatti, prendono il via le audizioni presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato. Inizia proprio dopodomani il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, oltre ai rappresentanti di Regioni, Comuni (Anci), Province (Upi) e Comunità montane (Uncem). Venerdì sarà la volta del Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, dei rappresentanti della Commissione tecnica sulla spesa pubblica e delle associazioni di categoria (Confindustria, Abi, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, Confapi, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confcooperative e Lega delle Cooperative). Certo è che il fuoco di fila delle critiche al pacchetto di finanza pubblica – in particolare quelle di Confindustria, Cisl e Uil, i firmatari del «patto per l´Italia» – sta convincendo il governo e la maggioranza a correre ai ripari. Sui giornali di ieri le interviste dei leader di Cisl e Uil hanno sollevato qualche allarme. Ad esempio, Savino Pezzotta afferma che la Finanziaria non conferma, nei contenuti, la politica antirecessiva per il Mezzogiorno delineata nel Patto per l’Italia, e avverte che se non ci saranno modifiche si passerà alla mobilitazione. Una minaccia che potrebbe essere (come in altre occasioni è stato per il sindacato di Via Po) solo simbolica, ma intanto la Cisl boccia l´insufficienza di risorse per il credito d’imposta per gli investimenti e il bonus per l’occupazione, la trasformazione dei contributi alle imprese in prestiti, e «l’incognita degli effetti del decreto taglia-spese». Sulla stessa linea c´è Luigi Angeletti, che dice che se si aspettava «che il governo tenesse fede al patto per l’Italia», ha scoperto invece lo scontro sul fondo unico per il Mezzogiorno, che evidentemente «è una lotta tra ministeri per il controllo delle risorse». Confindustria, poi, insiste con le critiche: la presidente dei «Giovani», Anna Maria Artoni, ribadisce la contrarietà a una Finanziaria che «non ci piace, perché non ci dà le risposte che ci aspettavamo», anche se lancia un segnale di dialogo all´Esecutivo: «Chiediamo chiarezza e trasparenza nelle situazioni – spiega al «Tg3» – quindi grande realismo e pragmatismo nel cercare di risolverle». Come puntualizza il forzista Fabrizio Cicchitto, occorre cautela nel rapporto con le parti sociali che hanno firmato l´intesa di luglio, che «sono il cuore del blocco sociale che ha portato la Casa della libertà alla vittoria e per altro verso il loro apporto è decisivo per assicurare al paese una costante crescita». Meglio, dunque, insiste Cicchitto, che il governo «nel confronto parlamentare che si sta per aprire sia più sensibile alle richieste ragionevoli delle forze sociali che non, come si è soliti fare, a quelle dei vari parlamentari e dei ristretti gruppi di pressione». Sulla stessa linea, si sa, i centristi dell´Udc, che con il senatore Maurizio Ronconi invita il governo a non abbandonare «quei sindacati che sfidando perfino l’impopolarità, hanno privilegiato il confronto costruttivo e propositivo difendendo il Patto per l’Italia». E il governo sembra darsi da fare per rispondere a questi appelli. Come spiega alla «ApBiscom» il ministro per i rapporti col Parlamento Carlo Giovanardi, la Finanziaria «non è blindata», anche se tutte le modifiche (quelli ministeriali, quelle parlamentari, degli Enti locali, e quelle sottoposte dalle parti sociali, Cgil esclusa), dovranno passare attraverso un «filtro preventivo». Ovvero, un gruppo di lavoro che verrà istituito presso la Presidenza del Consiglio. Ma a parte le soluzioni di metodo, i tecnici stanno lavorando a possibili modifiche. Ad esempio, sulla norma che trasforma i contributi a fondo perduto alle imprese in prestiti: si potrebbe fissare, oltre a un tasso minimo, un tasso d´interesse massimo; che sia lo Stato a fornire una garanzia presso le banche per questi prestiti; che il termine per il rimborso passi da 10 a 20 anni.

          Roberto Giovannini