TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA VIGILANZA PRIVATA: LE CONTROPARTI SI RIFIUTANO DI CONTINUARE IL NEGOZIATO IN PRESENZA DELLA DELEGAZIONE PLENARIA

07/04/2010

7 Aprile 2010

Trattativa per il rinnovo del contratto della vigilanza privata: le controparti si rifiutano di continuare il negoziato in presenza della delegazione plenaria

“Nella mattinata del 7 aprile, dopo alla ristretta del giorno precedente, si sarebbe dovuta tenere la continuazione della trattativa per il rinnovo del contratto della vigilanza privata.
Purtroppo ancora una volta le controparti hanno posto l’ennesimo pretesto per non affrontare il merito delle richieste avanzate dalla piattaforma sindacale .
Dopo ripetute riunioni sia in plenaria che in ristretta tenutesi da gennaio ad oggi, che non hanno nei fatti portato ad alcun avanzamento della trattativa, all’inizio dell’incontro di questa mattina le controparti hanno posto una pregiudiziale inaccettabile, rifiutando di continuare il negoziato in presenza della delegazione plenaria composta dai dirigenti sindacali e dai delegati.
La Filcams Cgil avendo sin dal 17 marzo comunicato la presenza della propria delegazione trattante, pur dando la propria disponibilità a calendarizzare tutte le future date necessarie alla continuazione del negoziato, non ha accettato i ricatti delle controparti, e ha soprattutto ribadito la volontà di proseguire il negoziato dinanzi alla propria delegazione trattante, anche alla luce dell’esigenza di fare un bilancio condiviso dello stato della trattativa.
Ancora una volta siamo in presenza di controparti che rifiutano di affrontare i problemi del settore, divise al loro interno, incapaci di proporre una riforma del settore, interessate solo all’idea di ridurre diritti e costo de lavoro.
La Filcams Cgil dopo ben 15 mesi dalla scadenza del contratto, e davanti all’immobilismo delle controparti, proporrà a Fisascat Cisl e Uiltucs Uil l’avvio di una grande campagna di informazione tra tutti i lavoratori e le lavoratrici, anche con la dichiarazione dello stato di agitazione e la programmazione di uno sciopero generale del settore”.