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Trattativa Dico Tuodi rinviata al 4 settembre per il rifiuto dell’azienda al confronto

31/08/2017
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I sindacati Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato giovedì 31 agosto la Direzione di Dico-TuoDi presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito della richiesta di concessione del trattamento di cassa integrazione per crisi aziendale avanzata dalla medesima Società nelle scorse settimane.

La stessa azienda (peraltro interessata da una grave crisi di ordine economico-finanziario) sta sostenendo da tempo una fase assai critica in termini di tenuta commerciale, tanto da decidere di procedere alla presentazione di un’istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità; la drammaticità di tale situazione è dimostrata, inequivocabilmente, dalla circostanza che la Società ha operato la chiusura di 105 negozi – nei quali insistono circa 640 lavoratori – a cui si aggiungono altri 5 negozi nei quali opererebbero lavoratori in outsourcing, quindi dipendenti da altri soggetti imprenditoriali.

Nel corso del confronto è emerso che sette punti vendita, tutti in Liguria,  sarebbero attualmente interessati da una procedura di cessione, a dimostrazione del processo di ristrutturazione di fatto già in atto. Questo percorso intrapreso di vendita a “spezzatino” dei punti vendita è stato più volte evidenziato in modo negativo dai sindacati. Peraltro i punti vendita oggetto della trattativa di cessione non rientrano tra i 105 già chiusi.

L’intenzione dell’impresa sarebbe di operare una sospensione dell’orario di lavoro, che coinvolgerebbe 1844 dipendenti su 1891 complessivi, integrata dalla cassa integrazione CIGS; tale sospensione, sempre secondo le intenzioni aziendali, potrebbe essere anche totale per i dipendenti impiegati nei punti vendita chiusi.

Il confronto ha conosciuto una battuta d’arresto a seguito del diniego manifestato dalla Società rispetto alla richiesta avanzata dai sindacati di anticipare il trattamento di CIGS, in quanto la scarsa generazione di cassa non consentirebbe la creazione della liquidità necessaria. Nell’incontro pesano negativamente anche le mancate risposte riguardante l’erogazione della 14ma mensilità, il rimborso fiscale del 730 e il rateo dei 10 giorni del mese di luglio.

L’Azienda ha anche comunicato di non poter assicurare il pagamento dello stipendio del mese di Agosto sia per chi ha lavorato, sia per chi è rimasto forzosamente a casa.

Da registrare, inoltre, il silenzio assoluto da parte aziendale, in merito alla situazione riguardante quei punti vendita oggi chiusi in regime di totale “outsourcing” e alle numerose esternalizzazioni presenti in altri punti vendita (reparti gastronomia, panetteria, ecc).

Permangono quindi sia la situazione penalizzante dei lavoratori coinvolti che allo stato attuale non ha nessun tipo di tutela del reddito e dell’occupazione che l’incertezza sui tempi di erogazione della 14ma mensilità e di parte della retribuzione di luglio.

I rappresentanti dei lavoratori di Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno manifestato la loro netta contrarietà a tale atteggiamento aziendale. Da rimarcare che un eventuale pagamento da parte dell’Inps comporterebbe, soprattutto per i lavoratori sospesi a zero ore, tempi d’attesa insostenibili per la corresponsione dell’indennità.

Vista la distanza fra le parti, il Ministero ha riconvocato d’ufficio il tavolo di confronto per le ore 11 del 4 settembre.   Al termine dell’incontro le organizzazioni sindacali, con le rispettive delegazioni, si riuniranno per discutere le risultanze dell’incontro ed assumere le necessarie iniziative in vista dell’incontro al MISE già fissato al prossimo 19 Settembre.