Trattamento normativo e previdenziale

Calcolo dell’indennita’

Agli effetti della determinazione della misura dell’indennita’, per retribuzione s’intende la retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo di maternita’.

Al suddetto importo va aggiunto il rateo giornaliero relativo alla tredicesima mensilita’ e agli altri premi o mensilita’ o trattamenti accessori eventualmente erogati alla lavoratrice.

Concorrono a formare la retribuzione gli stessi elementi che vengono considerati agli effetti della determinazione delle prestazioni dell’assicurazione obbligatoria per le indennita’ economiche di malattia.

Trattamento previdenziale
(decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564, art. 2, commi 1, 4, 6)

Per i periodi di congedo di maternita’, non e’ richiesta, in costanza di rapporto di lavoro, alcuna anzianita’ contributiva pregressa ai fini dell’accreditamento dei contributi figurativi per il diritto alla pensione e per la determinazione della misura stessa.

In favore dei soggetti iscritti al fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle forme di previdenza sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidita’, la vecchiaia e i superstiti, i periodi corrispondenti al congedo di maternita’, verificatisi al di fuori del rapporto di lavoro, sono considerati utili ai fini pensionistici, a condizione che il soggetto possa far valere, all’atto della domanda, almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro.

Trattamento economico e normativo
Le lavoratrici hanno diritto ad un’indennità giornaliera pari all’80 per cento della retribuzione (salvo diversa previsione contrattuale) per tutto il periodo di congedo di maternità.

Al suddetto importo va aggiunto il rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia o alla tredicesima mensilita’ e agli altri premi o mensilita’ o trattamenti accessori eventualmente erogati alla lavoratrice.

Generalmente i contratti collettivi prevedono un’integrazione, a carico dell’azienda, dell’indennità anticipata dal datore di lavoro per conto dell’INPS. L’indennità decorre dal primo giorno di assenza obbligatoria dal lavoro.

Per i periodi di congedo parentale, alle lavoratrici e ai lavoratori e’ dovuta fino al terzo anno di vita del bambino, un’indennita’ pari al 30 per cento della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi. La retribuzione da prendere in considerazione è quella precedente l’ inizio del congedo di maternita’ con esclusione della tredicesima mensilita’ e degli altri premi o mensilita’ o trattamenti accessori eventualmente erogati.

Per i periodi di congedo parentale usufruiti oltre il terzo anno di età del bambino e fino agli otto anni e’ dovuta un’indennita’ pari al 30 per cento della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria (per l’anno 2011 – 467,42×13 x 2,5= € 15.191,15 )

IL congedo parentale è computato nell’anzianita’ di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilita’ o alla gratifica natalizia.