Trani. «L´auto regalata era il saldo di un debito»

10/12/2003

BARI

MERCOLEDÌ 10 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina IX
 
 
L´INCHIESTA

«L´auto regalata era il saldo di un debito»

Caso Ferri, la difesa del sindacalista della Cgil arrestato: "Il ricavato dei libri andava in beneficenza"

          TRANI – Ha spiegato che quell´Alfa 156 ricevuta in regalo "non era altro che una compensazione di un credito pregresso che il sindacato aveva con i Ferri". Ha raccontato che i duemila euro spesi dal gruppo per l´acquisto di 250 copie del suo libro di poesie "I miei aquiloni", "erano frutto di un rapporto diretto tra l´editore e i Ferri". E che, in ogni caso, "il ricavato delle vendite andava interamente in beneficenza, destinato agli orfani palestinesi". Ha confermato i suoi buoni rapporti con la famiglia Ferri, rapporti però di carattere "esclusivamente personale". Peppino Scognamillo, il sindacalista della Cgil arrestato la scorsa settimana nell´ambito dell´inchiesta Ferri con l´accusa di "essere il sindacalista di fiducia della holding", è stato ascoltato ieri dal giudice per le indagini preliminari Michele Nardi. Ha dichiarato "la sua assoluta estraneità ai fatti" e il suo avvocato Franco Piccolo ha chiesto la sua immediata scarcerazione. Il gip deciderà nei prossimi giorni, non prima di aver ascoltato il parere del pubblico ministero Antonio Savasta. Interrogatorio di garanzia ieri anche per Nicola Colella, il rappresentante legale della Granalgest e uomo di fiducia dei Ferri, anche lui agli arresti domiciliari. Secondo l´accusa avrebbe ricevuto quattro milioni di euro dalla Genesi, prossima al fallimento. E un milione e 300mila euro a fronte di fatture emesse per operazioni inesistenti. Anche Colella si è dichiarato estraneo ai fatti, chiedendo la scarcerazione. Oggi sarà il giorno di Riccardo Ferri: dovrà difendersi dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e di bancarotta fraudolenta e preferenziale.


          (giuliano foschini)