Tragedia sul lavoro a Ferrara Inail: meno incidenti nel 2009

21/07/2010

La cronaca non lascia scampo alla statistica. E la drammatica sequenza delle morti sul lavoro non si ferma nemmeno nella giornata in cui l’Inail presenta trionfalmente i dati 2009 sugli infortuni e sui decessi bianchi, al minimo da oltre cinquant’anni. Eppure proprio ieri tre operai sono stati travolti da un autoarticolato nel ferrarese mentre erano impegnati nei lavori di rifacimento della segnaletica stradale: uno di loro è morto, gli altri due sono in gravi condizioni, in prognosi riservata, e uno di loro ha subito l’amputazione delle gambe.
L’INCIDENTE NEL FERRARESE
Il grave incidente è avvenuto sulla strada provinciale Codigoro-Pomposa. I tre uomini coinvolti, tutti dipendenti della Provincia di Ferrara, erano impegnati nei lavori di rifacimento della segnaletica: due di loro erano all’interno del furgoncino della provincia, il terzo era a terra e stava facendole strisce con l’apposito macchinario, quando un autoarticolato è sopraggiunto e ha travolto il furgone, che si è ribaltato ed è finito nella scarpata. Uno dei due occupanti è morto, l’altro è rimasto gravemente ferito, mentre l’operaio che era a terra ha subito lesioni gravissime agli arti inferiori tali da rendere necessaria l’amputazione. Alla guida del camion un 65enne, che gli agenti di polizia ha detto di non essersi accorto del furgoncino.
Altra vittima sul lavoro a Napoli, dove il 62enne Gennaro Gallo stava lavorando su un appezzamento di terreno a bordo di un trattore, quando il mezzo si è ribaltato e lo ha schiacciato. Tutto questo, appunto, mentre l’Inail diffondeva la buona notizia: il numero degli incidenti mortali e degli infortuni sul lavoro continua a calare. Anzi, per quanto riguarda i decessi, ha raggiunto il minimo storico dagli anni Cinquanta, quando sono iniziate le rilevazioni statistiche. IL CALO RILEVATO DALL’INAIL Nel 2009 in Italia si sono verificate 1.050 morti bianche, in flessione del 6,3% sul 2008. Mentre gli infortuni in generale hanno registrato un calo anche maggiore del 9,7%, scendendo a 790mila da 875mila. La notizia cattiva, invece, è che questi dati vanno letti in rapporto alla crisi economica in corso. Secondo l’Inail stesso, la recessione ha inciso per «meno del 30%», sottolineando come «il sistema lavoro abbia investito in sicurezza». Abbastanza da far dire al ministro del Welfare Maurizio Sacconi: «Andiamo nella giusta direzione. Non siamo il peggior paese al mondo come a volte si dice con un’enfasi che non aiuta». Secondo la Cgil, invece, alla crisi economica va in gran ricondotto il miglioramento, e al calo degli occupati dell’1,6% rilevato dall’Istat, contrappone un tasso tendenziale di disoccupazione del 12,1%, comprensivo anche dei lavoratori in cig. «Inoltre – spiega Paola Agnello Modica, responsabile salute e sicurezza del sindacato – i settori più colpiti dalla recessione, l’edilizia e la meccanica, sono quelli a più alta incidenza di infortuni, e si sta allargando il ricorso a forme di lavoro nero e precario non rilevato». Un successo è invece da considerarsi l boom delle malattie professionali denunciate, 34.600 nel 2009, con un aumento del 15,7%: «Vari fattori stanno portando all’emersione di patologie fino a ieri nascoste» ha commentato l’Inail, citando le campagne d’informazione, le nuove tabelle ministeriali che hanno incluso malattie prima escluse, e la presunzione legale della loro origine professionale.