TRAGEDIA SUL LAVORO A BOLOGNA

22/04/2009

Tragedia sul lavoro a Bologna

Un operaio della filiale di Bologna della Almet Italia Srl è stato colpito alla testa da una barra di alluminio che si è staccata improvvisamente dalla macchina su cui stava lavorando un collega.

Sono circa le 10 di martedì 21 aprile quando Ahmed un operaio di 32 anni sta lavorando ad una macchina rifilatrice, indossa guanti e occhiali di protezione, ma non un caschetto, perchè la macchia non ne prevedeva la necessità. Dieci metri più in là un suo collega; è dalla sua macchina che improvvisamente si stacca una barra di alluminio che rompe la guarnizione e schizza via, andando a colpire Ahmed.
Portato d’urgenza al Maggiore, per lui non ci sono purtroppo più speranze.

Ahmed Eisa Mohamed Ali Mousa era di origine egiziana ed era residente a Bazzano, lavorava da due anni, con contratto a termine presso la Almet Italia (ex Alcan) un’azienda del settore commerciale che svolge attività di commercio all’ingrosso di semilavorati in alluminio.

Ahmed rientrava, come i suoi colleghi, nell’Accordo di Solidarietà che era stato avviato per sostenere il momento difficile di crisi che la Almet, come molte altre aziende del settore, sta affrontando. Proprio nell’ambito di quell’accordo sul contratto di solidarietà, Ahmed , come gli altri contratti a termine, avrebbe avuto un percorso di stabilità occupazionale con la trasformazione del contratto a tempo indeterminato.

“Non era mai successo- riferisce il delegato interno alla sicurezza della Filcams Cgil, Mirco Forni- che un pezzo di alluminio sfondasse la macchina e venisse sparato all’esterno e le verifiche in materia di sicurezza fatte dall’Ausl nei mesi scorsi non avevano rilevato nessuna irregolarità e avevano dato esito positivo”.

Franco Martini segretario generale Filcams Cgil interviene duramente “È un episodio grave, non trascurabile, che fa tornare a galla una questione ancora purtroppo aperta “il tema della sicurezza sul lavoro”. È necessario trovare la strada per eliminare qualsiasi fattore di rischio o di pericolo sui luoghi di lavoro, e riuscire a far si che questi temi diventino un patrimonio comune per non continuare a sottovalutare la tutela dei lavoratori e della loro salute”.