Tra turismo creativo e quei «colpi di fumo» di Storace

27/04/2005

    mercoledì 27 aprile 2005

    Gli economisti contro Tremonti: solo annunci, mortificato il patrimonio pubblico. L’esperto di comunicazioni: lo Storace «antisalutismo»? Cerca un posto al sole
    Tra turismo creativo e quei «colpi di fumo» di Storace

      ROMA Il nuovo governo ancora non ha ottenuto la fiducia del Parlamento ma le due new entry di maggior rilievo, Tremonti e Storace, già esternano in libertà. E lo fanno avanzando due proposte che fanno subito discutere, suscitando perplessità nella maggioranza, sconcerto nell’opposizione e diffidenza in ambienti esterni alla politica ma attenti alle filosofie che sottendono le dinamiche messe in moto da esecutivo e legislativo.

        L’economista Giacomo Vaciago spiega che il vero problema non è l’ipotesi in sé di vendere o dare in concessione per cento anni una spiaggia, come suggerito dal vicepremier: «Il vero problema è: quanto rende allo Stato? Poco o niente, perché i beni sono male amministrati. Ma dov’era Tremonti quando era ministro? Che ha fatto finora la Patrimonio Spa, che doveva gestirli in modo imprenditoriale?». Secondo il professore di Politica economica la strategia è quella di «continuare con le promesse» e di «aprire nuove polemiche che andranno avanti fino a ferragosto stando bene attenti a non affrontare i problemi reali».

          Secondo un altro economista, Nicola Rossi, la sortita di Tremonti equivale più che altro a una duplice ammissione di colpa: «Se si fa una proposta del genere nell’ultimo anno di legislatura vuol dire che sul fronte turistico non è stato fatto nulla per quattro anni; e poi se per fare quanto necessario si deve ricorrere a una ipotesi del genere vuol dire che non ci sono fondi da dare al Mezzogiorno per sostenerlo in questo settore». Secondo l’ex consigliere di D’Alema a Palazzo Chigi, quella del vicepremier non è comunque una boutade estemporanea: «Risponde alla sua maniera di pensare, è un logico sviluppo di alcune iniziative portate avanti nei primi tre anni e mezzo di legislatura». Rossi punta l’indice sulla cartolarizzazione degli immobili come esempio principale di «strategie di finanza creativa che non hanno dato risultati e che hanno anzi peggiorato la situazione». Ma può dare frutti un’operazione del genere? Risponde il professore di Politica economica: «Soltanto se l’investimento operato con il ricavato ha un tasso di rendimento talmente elevato da compensare l’impossibilità di nuove concessioni per le generazioni future. Operazione rischiosissima. Serve solo per fare cassa». Operazione che secondo l’economista e parlamentare diessina Laura Pennacchi porta con sé un «elemento di distruttività» rinvenibile in altre proposte e attività portate avanti dal centrodestra in questi anni, e che denota come la maggioranza difetti della stessa «idea di patrimonio pubblico, inteso sia in senso materiale, sia come patrimonio immateriale, cioè come senso di una comunità, di un’identità nazionale». Nella proposta la Pennacchi individua «una pericolosa sinergia tra populismo e liberismo estremo».

            La sortita di Storace, invece – che ha detto «basta con gli accessi di salutismo» e ha fatto sapere che sta studiando «se c’è spazio nella normativa vigente per riservare aree maggiori ai fumatori» – viene giudicata dall’esperto di comunicazione Carlo Buttaroni «un modo per sottolineare il tema della libertà individuale», e commentata così dal nutrizionista Giorgio Calabrese: «Capisco che un nuovo ministro che arriva voglia in qualche modo smarcarsi dalla politica dei suoi predecessori». Ma, avverte il docente di alimentazione, che un ministero della Salute punti a indirizzare gli stili di vita dei cittadini è «fondamentale, sia per la popolazione sia per lo Stato».
            s.c.