Tra pressioni federaliste e annunci neocentralisti s’è chiusa ieri la Conferenza nazionale del turismo

30/09/2002


          1) Apertura di un tavolo Stato-Regioni
          2) LA POLEMICA
          3) DI RESTA: SOLO UNA PARATA DI MINISTRI




          Anno 50
          Domenica 29/9/2002
          Lamezia Terme. Tra pressioni federaliste e annunci neocentralisti s’è chiusa ieri la Conferenza nazionale del turismo
          Apertura di un tavolo Stato-Regioni

          Per la creazione di un Comitato che coordini gli interventi nel settore

          Vinicio Leonetti


          LAMEZIA TERME – Le Regioni vogliono fare tutto da sole, ma lo Stato spinge per tenere in mano la funzione di grande coordinatore. Tra pressioni federaliste e annunci neocentralisti s’è chiusa ieri pomeriggio la Conferenza nazionale del turismo. Con una promessa: l’apertura di un tavolo Stato-Regioni per definire i ruoli, e la creazione di un Comitato che si occupi di coordinare gli interventi statali nel settore e di raccordarsi con gli enti locali. A lanciare per primo la sfida nella mattinata di ieri è l’assessore al Turismo della Liguria Vincenzo Gianni Plinio, coordinatore di tutti i suoi colleghi sparsi per l’Italia. «Alle Regioni devono essere assegnate le competenze previste dalla riforma del titolo V della Costituzione sulle autonomie locali, cioè l’esclusiva titolarità della politica turistica», dice il coordinatore degli assessori regionali al Turismo, esponente di centrodestra. Anche l’assessore di una Regione “rossa” come la Toscana, Susanna Cenni, si trova sulla stessa lunghezza d’onda. E diventa ancora più dura col governo Berlusconi che ha congelato i poteri fiscali locali bloccando le addizionali sull’Irpef. Nella due giorni di Lamezia Terme non viene fuori solo il turismo delle regioni, ma tutte le rivendicazioni del federalismo reale. E il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano raccoglie la sfida. «Accolgo la proposta dell’assessore Plinio di aprire un tavolo», risponde il ministro in chiusura di Conferenza, «che servirà a definire i ruoli del governo e degli altri livelli istituzionali». Ma poi avverte: «Non si può immaginare di cancellare le competenze dello Stato, perché‚ ci potrebbero essere conseguenze negative dalla mancanza di un coordinamento nazionale, dovendo acquisire competitività rispetto ad altri paesi». Ancora Marzano: «Le Regioni devono fare sistema. Spero si possa continuare con le intese, e questa stessa Conferenza nata da un accordo tra Stato e Regioni». Una matassa intricata che proprio Marzano dovrà dipanare. A lui il governo ha assegnato il compito di coordinare l’attività dei ministeri e quella delle Regioni in funzione degli interventi per il turismo. Ad annunciarlo Giuliano Urbani, ministro dei Beni culturali, che alla Conferenza dice: «Un coordinamento delle politiche del turismo è necessario, perché‚ in questo settore, così come viene gestito attualmente, ognuno fa i pezzi di un quadro di cui si perde inevitabilmente la visione d’insieme». Ecco perché‚ Marzano alla fine risponde con l’istituzione di una sorta di camera di compensazione tra Stato e Regioni. Perché‚ queste ultime sono tante, diversamente organizzate e divise tra ricche e povere; ed i ministeri coinvolti nel settore del turismo sono almeno otto: Attività produttive, Infrastrutture, Sanità, Innovazione tecnologica, Beni culturali, Giustizia, Affari regionali e Comunicazioni. E su tv digitale, telefonini Umts e larga banda si gioca il turismo del futuro più prossimo. Parola di Maurizio Gasparri, il ministro delle Comunicazioni che disegna uno scenario di teleprenotazioni, siti interattivi, foto di alberghi e villaggi turistici che arrivano direttamente sui cellulari dei potenziali clienti. «Perché su telefonini di ultima generazione, tv satellite interattiva e internet veloce si gioca il turismo di questo millennio», prefigura Gasparri, che ricorda come una compagnia area europea da oltre un anno ha affidato il servizio di prenotazione on line ad un’azienda di software in India. Come dire che prenoti a Nuova Dheli per viaggiare da Roma a Madrid. Un terreno su cui lo stesso ministro ammette l’arretratezza del sistema Italia: «Molte aziende hanno il sito Web, ma soltanto come status symbol. E invece bisogna farlo in modo intelligente». Gasparri dalla Calabria, dov’è stato eletto alla Camera, promette alle Regioni che nel nuovo contratto di servizio tra governo e Rai “spingerà” per far crescere i programmi di promozione del prodotto turistico italiano, e anticipa che proporrà inediti contratti di servizio anche su scala regionale. La promessa del ministro alle imprese di software quella di attivare sgravi fiscali. Uno strumento, quello dell’allentamento delle tasse, che gli imprenditori turistici chiedono in coro dalla Conferenza, a cominciare dall’abbattimento dell’Iva. Mentre gli agenti di viaggio attraverso la Fiavet accolgono malamente i progetti annunciati venerdì, nella prima giornate della convention nazionale, dal ministro dell’Innovazione tecnologica Lucio Stanca per incentivare il turismo organizzato attraverso il Web e le austrade informatiche. «Se è così», dice Tozzi della Fiavet, «chiediamo che il governo vari un piano di rottamazione delle agenzie di viaggio, come per l’industria delle automobili».



          LA POLEMICA
          Gentile critica la Rai, poi fa pace con Anna La Rosa

          LAMEZIA TERME – Spiagge sporche e scheletri di ferraglia arrugginita a poche centinaia di metri dalla sala della Conferenza nazionale del turismo. Immagini di paesaggi poco attraenti offerti dal Tg Parlamento nel servizio da Lamezia Terme andato in onda nella notte di venerdì che ha fatto saltare dalla poltrona Pino Gentile, assessore calabrese al Turismo. Ieri mattina dalla Conferenza l’assessore ha lanciato l’attacco alla Rai parlando di comportamento scorretto della tv di Stato nei confronti della Calabria. Questo il giallo sullo sfondo della convention nazionale, tra l’esercito di ministri, sottosegretari, sindaci e assessori. Che però s’è risolto molto prima di un racconto di Stephen King. Semplicemente con una stretta di mano tra l’assessore incavolato per la caduta d’immagine ed il direttore dei servizi parlamentari Rai, la calabrese Anna La Rosa. Che appena ha saputo dell’attacco è volata a Lamezia Terme e in un’affollata sala stampa ha dettato la sua difesa ai colleghi giornalisti: «Il servizio non solo durava tre minuti e mezzo, quindi non il solito minuto». C’erano le interviste al presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti, ed ai ministri Antonio Marzano e Girolamo Sirchia. La Rosa ha aggiunto che la giornalista del Tg Luisa Parisi «molto correttamente diceva che nel Sud il turismo è una grande risorsa economica finora poco sfruttata, anche qui in Calabria» e le parole erano accompagnate da immagini della Conferenza, ma anche da quelle di vecchi impianti dimessi «o quelle che purtroppo trovate e vedete tutti lungo alcuni tratti delle coste calabresi». E il direttore ha aggiunto: «Sono convinta che l’assessore Gentile non ha visto il servizio». Come dire che sono immagini reali, ma da interpretare secondo una chiave di lettura positiva. Il chiarimento è avvenuto faccia a faccia tra Gentile e La Rosa. La ricucitura è avvenuta, ma quelle brutte immagini trasmesse durante il summit sul turismo restano nella testa di chi ha visto la tv. E meno male che era mezzanotte passata! (v. l.)







          DI RESTA: SOLO UNA PARATA DI MINISTRI
          Soriero: chiusura senza idee e senza progetti

          LAMEZIA TERME – «Purtroppo sono confermate le nostre previsioni e stiamo assistendo a una conferenza su due binari paralleli.» Lo ha dichiarato Domenico Di Resta, responsabile Turismo dei Ds. «Da una lato ci sono – continua Di Resta – le associazioni delle imprese, dei sindacati, dei rappresentanti delle regioni che evidenziano i problemi del settore in questa fase di crisi. Dall’altra c’è solo una parata di ministri che nascondono le difficoltà del settore, ma non dà nessuna risposta nel merito ai problemi posti. Ad aggravare ancor di più la situazione c’è la conferma delle linee di una Finanziaria che, come del DPEF, non darà nessun aiuto alla ripresa di un settore strategico del paese come il turismo. «La conferenza sul turismo si conclude come è iniziata: senza idee nuove, né progetti credibili, né finanziamenti concreti per valorizzare di più le notevoli risorse turistiche del nostro Paese. Una sfilata turistica, dunque, di ministri e sotosegretari che si sono affollati a Lamezia comprimendo e sacrificando i contributi al dibattito degli operatori e dei rappresentanti delle Regioni. Lo sostiene il vice responsabile nazionale del dipartimento autonomie locali dei Ds, Pino Soriero. Secondo l’esponente diessino la Conferenza altro non è stata che «una discussione tutta teorica per smascherare le scelte concrete che il Governo sta comprimendo in queste ore con la legge finanziaria e che danneggiano innanzitutto il Mezzogiorno. Contro queste scelte è già forte la protesta dei rappresentanti delle Regioni e delle autonomie. Al ministro Marzano, che ha parlato di federalismo funzionale – ha aggiunto Soriero – rispondiamo che in Italia c’è bisogno di un federalismo funzionante. Bloccando l’assurdo rigurgito centralistico che sta caratterizzando l’azione del governo. La riforma del Titolo V della Costituzione deve concretamente dare più spazi e più risorse alle Regioni ed agli Enti Locali per affrontare meglio i problemi delle comunità e dei cittadini. E se la competizione turistica sui mercati riguarda non più solo le singole aziende, ma interi sistemi territoriali, è il momento di discutere concretamente di spazi di sviluppo per le imprese ed il territorio nel Mezzogiorno». Il vice responsabile del dipartimento autonomie dei Ds conclude con un appello ai presidenti delle Regioni, «di tutte le parti politiche, perché nei prossimi giorni procedano ad una verifica immediata non solo sull’esercizio delle competenze in materia turistica, ma anche sulla verifica dei progetti di investimento e sulla disponibilità delle risorse finanziarie per sostenere lo sviluppo delle imprese e la valorizzazione del territorio».