Tra lavoro e pensioni il cumulo è più esteso

12/11/2002




            12 novembre 2002


            Tra lavoro e pensioni il cumulo è più esteso


            ROMA – Si riparte dall’estensione del cumulo tra pensione e altro reddito da lavoro per i soggetti con 58 anni di età e 37 di contributi. La premessa dell’annunciata riapertura del confronto tra ministero del Welfare e parti sociali sui possibili correttivi da introdurre nella delega previdenziale, che dovrebbe scattare questa settimana, è infatti costituita proprio dall’anticipo nella Finanziaria varata dalla Camera delle nuove norme sul cumulo. Queste misure, infatti, prima di approdare nella manovra erano state inserite nella delega varata quasi una anno fa. A questo punto resta da vedere se il Governo tenterà davvero, come ha annunciato il ministro Maroni, di rafforzare la delega con l’obiettivo di favorire l’innalzamento dell’età pensionabile. Il viceministro Baldassarri ieri ha ripetuto che dopo l’approvazione della Finanziaria il Governo conta di riaprire il dossier-previdenza con l’obiettivo di ottenere il disco verde delle Camere alla delega entro primavera. Maroni continua a fare riferimento a incentivi più incisivi ma non a disincentivi. Ad affermare però che una riforma «ormai ci vuole» è anche il presidente dell’Ania, Alfonso Desiata: «Si vive di più, il mondo è davvero cambiato e bisogna tenerne conto». Intanto dalle ultime rilevazioni dell’Inps emerge che tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2002, sono cresciuti, soprattutto per effetto dello smaltimento delle giacenze, i trattamenti di anzianità liquidati (+17,7%) ma, al tempo stesso, sono diminuite le richieste di nuovi pensionamenti anticipati (-4,64 per cento). Il pacchetto-pensioni in Finanziaria. Con il "sì" di Montecitorio alla Finanziaria sono passate anche le misure del pacchetto previdenziale. A cominciare dall’estensione del cumulo ai soggetti con 58 anni di età anagrafica e 37 anni di contributi che nelle scorse settimane era stata al centro di possibili aggiustamenti da parte dell’Esecutivo (era stato ipotizzato l’innalzamento della soglia anagrafica a 60 anni). Via libera anche alla fusione dell’Inpdai nell’Inps e ai fondi per i trattamenti in favore dei lavoratori esposti all’amianto. La riforma. Maroni ha annunciato che questa settimana avrebbe avviato, dopo aver consultato la maggioranza, un nuovo giro d’incontri con le parti sociali per verificare la possibilità di rafforzare la delega. Il nuovo round potrebbe comunque slittare alla prossima settimana. Ma la questione, anche alla luce dei nuovi richiami della Ue e del Fondo monetario internazionale ad affrontare subito il tema della previdenza, appare riaperta. Per il ministro l’unico correttivo da adottare è un rafforzamento degli incentivi per rinviare i pensionamenti. Ma l’ipotesi dei disincentivi è tutt’altro che accantonata, nonostante i sindacati non ne vogliano parlare. La trattativa che sta per ripartire, quindi, non si annuncia affatto in discesa. Il Governo è comunque intenzionato ad attuare la riforma entro la primavera 2003. Il nodo anzianità. Soprattutto per effetto dello smaltimento delle giacenze risultano in aumento rispetto allo scorso anno le pensioni di anzianità «definite» dall’Inps nei primi nove mesi dell’anno (+17,7%). Diminuiscono però le nuove domande di trattamento anticipato (-4,6%). Complessivamente gli assegni liquidati dall’ente sono aumentati del 18,7% (si veda il Sole-24 Ore del 7 novembre) mentre il totale delle domande di pensionamento presentate è risultato sostanzialmente invariato (-0,03%).
            Marco Rogari