Tra Epifani e Montezemolo botta e risposta sull´autonomia

30/06/2004




mercoledì 30 giugno 2004

Pagina 26 – Economia

"Rifarei la stessa scelta, sapremo essere autorevoli", assicura il presidente degli imprenditori
Tra Epifani e Montezemolo botta e risposta sull´autonomia
Il leader Cgil: "La Fiat condizionerà Confindustria"

DAL NOSTRO INVIATO
MICHELE SMARGIASSI

REGGIO EMILIA -Prove di dialogo o di concertazione? Luca di Montezemolo dice: prima le infrastrutture, l´energia, l´efficienza statale. Guglielmo Epifani dice: prima i salari, poi le altre giustissime cose. Dialogo o concertazione che sia, forse ha ragione Montezemolo a non amare «il sofismo dei termini»: il problema non è la parolina ma cosa ci si mette dentro. A Reggio Emilia, ieri sera per la prima volta, il segretario generale della Cgil e il neopresidente di Confindustria si sono trovati a parlare sullo stesso palco. Nessun dissenso, ma priorità che non combaciano, e perfino un´ombra inedita sull´apprezzamento finora espresso dal leader sindacale per il nuovo capo degli imprenditori: quando Epifani si domanda se il doppio incarico, Fiat e Confindustria, non rischi di condizionare la rivendicata autonomia dell´associazione degli imprenditori.

Anche il prologo della serata non è tra i più incoraggianti. Nello stesso teatro municipale dove sessant´anni fa Togliatti lanciò le sue celebri lusinghe interclassiste ai «ceti medi dell´Emilia rossa» il presidente cittadino degli industriali Fabio Storchi apre l´assemblea sociale sparando sulla Fiom che «ha fatto del conflitto stile anni Settanta la sua bandiera». Reggio è stata l´epicentro dei «precontratti» strappati a suon di scioperi duri, Storchi ne sa qualcosa anche come imprenditore in proprio. «Il sindacato scelga tra intransigenza e concertazione», intima.


Epifani lo ascolta seduto in prima fila, alla sinistra di Montezemolo. Il cerimoniale gli aveva assegnato un posto laterale di seconda fila, gli uomini del neopresidente lo hanno prontamente ricollocato. «Sono felice che ci sia il segretario della Cgil», aveva annunciato Montezemolo, «il sindacato è una componente fondamentale del nostro mondo». Al collega reggiano aveva però sussurrato anche: «Speriamo non vi tocchi un altro autunno caldo». Dunque? Quando nella tavola rotonda Enrico Mentana dà la parola a Epifani, il leader Cgil non ha esitazioni: «Dialogo vuol dire rispetto. Invece per il settore meccanico si è scelta la strada dell´accordo separato con Fim e Uilm. Ovvio che la Fiom abbia deciso di riprendersi dal basso il diritto a contrattare». Se la «nuova Confindustria» che per Epifani «ha voltato pagina» vuole davvero il dialogo, deve ripartire dalla «normale fisiologia delle relazioni sindacali». Poi si discuterà dei contenuti del dialogo. Anche se, su questo, «resta un problema»: i salari. «I lavoratori – dice Epifani -sono più poveri di dieci anni fa, e questo non se lo inventa la Fiom. O si trova una risposta ragionevole, o la risposta verrà attraverso il conflitto». Mormorii nella platea che ha appena accolto con un applauso di invidia le parole di un alto funzionario di Shangai, Huang Guancong: «I nostri operai guadagnano 2700 euro all´anno».


Ma Epifani ha deciso di mandare anche un secondo messaggio al suo interlocutore. «Montezemolo è anche presidente della Fiat. Questo aiuta il dialogo o no? Sicuramente quella nomina rafforza la Fiat, ma può condizionare l´autonomia che il nuovo presidente di Confindustria ha apprezzabilmente rivendicato. Proprio Agnelli diceva che la Fiat è per forza governativa…».


«Ho scelto Confindustria e rifarei quella scelta», Montezemolo gli risponde poco dopo, energicamente, «del resto il mio è un caso storico, è la prima volta che un presidente degli industriali diventa presidente della Fiat e non viceversa…». Torna a garantire: «Confindustria sarà autonoma perché autorevole». Ripropone il «dialogo» e lo chiede «anche a chi nel sindacato non ha dato prove di responsabilità». Ma evita anche solo di sfiorare la questione salariale.


Il dialogo per stasera si ferma qui, con un finalino di orgoglio imprenditoriale: «Possiamo vincere la sfida mondiale, non scoraggiatevi per le difficoltà, pensate a quando la Ferrari non vinceva neanche una gara tra scapoli e ammogliati…».