Tra Coop e sindacati scontro sulla flessibilità

30/05/2002





Tensioni e proteste nei supermercati emilianiTra Coop e sindacati scontro sulla flessibilità
(NOSTRO SERVIZIO)

BOLOGNA – È scontro fra i sindacati e le Cooperative di consumo "rosse" del distretto adriatico, aderenti a Legacoop, sul tema delle flessibilità del lavoro. La vertenza è esplosa in Emilia Romagna, e in particolare a Bologna, dove i sindacati hanno già proclamato un "pacchetto" di otto ore di sciopero, con una sospensione del lavoro senza preavviso nei supermercati ed iperpermercati Coop. La questione che ha causato la spaccatura è la condizione di lavoro degli addetti al rifornimento e alla distribuzione della merce sugli scaffali degli iperrmercati: i lavoratori hanno attualmente contratti di collaborazione coordinata e continuativa con le ditte esterne che già da tempo le Coop utilizzano per questo tipo di mansioni. Ora i sindacati chiedono che questi addetti vengano assunti dalle Coop stesse come dipendenti. «"Non c’è motivo per non farlo – sostengono Cgil, Cisl e Uil del settore commercio – dal momento che, di fatto, essi lavorano solo all’interno degli ipermercati, dopo che è stato organizzato un magazzino centrale a Cesena». La questione riguarda in particolare Bologna perchè qui – avvertono i sindacati – «il ricorso a questi lavoratori è massiccio, e vengono utilizzati anche per turni notturni molto faticosi, mantenendo una bassa retribuzione e garanzie quasi nulle». La questione è stata affrontata in un incontro lo scorso 24 maggio: in quell’occasione, ricorda Graziano Pasqual, vicepresidente dell’Associazione cooperative di consumo del distretto adriatico, «abbiamo prospettato soluzioni che rispondono sia alle esigenze aziendali, in termini di razionalità ed efficienza gestionale per garantire un miglior servizio ai consumatori, sia a quelle degli stessi lavoratori, superando la precarietà dell’impiego e migliorando le condizioni di lavoro». Le soluzioni consisterebbero in particolare nella costituzione di cooperative ad hoc delle quali questi lavoratori potrebbero diventare soci. «Come cooperative, è la cosa migliore e più coerente con la nostra storia che possiamo proporre», dice Pasqual; ma i sindacati replicano sostenendo che «anche le coop sono troppo asservite alle logiche di mercato e della flessibilità: questi lavoratori vanno assunti, perché come soci avrebbero comunque condizioni di lavoro e retributive peggiori». La trattativa dovrebbe riprendere in un incontro, già fissato, il prossimo 10 giugno: le Coop però, attraverso Pasqual, ammoniscono i sindacati a «non creare ulteriori tensioni» con scioperi che – sostengono – «non trovano giustificazione in un momento nel quale la trattativa è aperta e ci si sta sforzando di arrivare ad una valida soluzione».

Chiara Unguendoli
Giovedí 30 Maggio 2002