Tra coop e Fisco un «armistizio» sugli utili

21/12/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Si profila un intervento per ridurre la quota di esenzione fiscale – Riparte il confronto tra Economia e parti sociali

    Tra coop e Fisco un «armistizio» sugli utili
    G.Ne.
    ROMA – Per le cooperative è in arrivo una revisione del meccanismo di tassazione, con effetto immediato già a partire dal 2002 e in attesa che venga definito con precisione l’identikit della cooperazione. È questo lo scenario che emerge al termine dell’incontro che ieri mattina ha visto seduti l’uno di fronte alle altre il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e le centrali cooperative. Un faccia a faccia che rappresenta la prosecuzione di un confronto avviatosi tra Governo e mondo della mutualità già nel mese scorso. Al centro della discussione c’è la delega per la riforma del regime fiscale, ma non solo, delle cooperative. L’intervento è previsto dal più ampio progetto di revisione del diritto societario sul quale è da tempo al lavoro la commissione Vietti, costituita presso il ministero della Giustizia; nelle settimane scorse, però, Tremonti ha deciso di bruciare i tempi e ha presentato in Consiglio dei ministri una bozza di decreto legislativo che anticipava gli effetti fiscali della riforma. Una via per fare cassa da subito che ha incontrato la decisa ostilità delle centrali, costrette a fare i conti con un provvedimento che avrebbe messo alle corde l’intero movimento riservando le agevolazioni tributarie oggi previste a un ristretto numero di protagonisti. Di qui l’avvio di una sorta di concertazione che dopo una partenza interlocutoria, ieri ha visto arrivare ad alcune precise indicazioni operative. Nel tempo intercorso tra i due incontri le cooperative hanno messo a punto un piano per la futura tassazione che tiene separato il versante fiscale da quello ordinamentale. Del primo si inizia a parlare da ora con Tremonti; dell’altro si farà materia di confonto con la commissione Vietti. Con un’avvertenza: che la soluzione fiscale studiata con il ministro dell’economia rappresenterà una soluzione ponte e transitoria verso il regime che potrà diventare definitivo solo in un futuro magari non tanto prossimo. La proposta delle centrali cooperative rappresenta la vera noività sul tappeto. E lo stesso Tremonti si è detto disponibile a prenderla come base per la futura discussione che dovrà poi sfociare in un vero e proprio articolato. Le cooperative si sono dette disponibili a fare un passo indietro sull’attuale regime che prevede la non tassabilità degli utili riportati a riserva indivisibile, ma solo in maniera tale da salvaguardare l’identità del mondo mutualistico. Una precisazione essenziale, dal momento che il decreto legislativo uscito dai cassetti del ministero intrecciava strettamente l’urgenza fiscale con la prospettiva giuridica al punto da risultare inaccettabile alle cooperative: oltre a venire fissate delle soglie di prevalenza troppo elevate, al 66% sia per le coop di lavoro sia di consumo, venivano previste una serie di clausole da inserire negli statuti, in un tempo assai breve, per rendere effettiva e non solo nominale la partecipazione dei soci alla vita delle coop. Ora dalle centrali arriva una proposta sicuramente assai onerosa per tutto il mondo mutualistico. Quel principio della intassabilità degli utili viene a essere circoscritto e, in qualche modo limitato. In altre parole dalla quota di utili realizzati dalla singola cooperative una parte verrebbe ancora destinata a riserva indivisibile e resterebbe intangibile da parte dell’Erario, ma un’altra parte verrebbe poi resa imponibile con un’aliquota ancora da definire. Da questo meccanismo, che rappresenta una base di partenza che sembra però essere stata bene accolta dal ministro dell’Economia, sarebbero poi interamente escluse le cooperative sociali e, in parte, quelle agricole. Nelle prossime settimane il confronto si farà stringente tra gli staff tecnici dell’Economia e di Confcooperative e Legacoop. Al centro dei lavori la definizione degli strumenti tecnici per dare attuazione a questa linea di intenti, ma anche la precisazione sulla quota di utili complessivi che la cooperazione ha realizzato in questi anni. È infatti anche su questo punto essenziale che le stime del Governo e delle parti sociali divergono in maniera radicale. «Quello che è certo – precisa Ivano Barberini, presidente di Legacoop – è che le cooperative sinora sono già state sottoposte a una fiscalità pesante. Non è vero che abbiano potuto godere di agevolazioni così significative. Nella nostra proposta mi sembra emerga però con chiarezza la disponibilità a un confronto che non abbia come esito un intervento ispirato a logiche punitive».
    Venerdí 21 Dicembre 2001
 
|