Tra Cgil e Unipol torna il sereno dopo il caso Bnl

22/05/2006
    sabato 20 maggio 2006

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Tra Cgil e Unipol torna il sereno
    dopo il caso Bnl

      Epifani: positiva la svolta nella compagnia. Stefanini: ma � giusto che le Coop abbiano una banca

        di Antonella Cardone/ Bologna

        TORNANO SERENI i rapporti tra Cgil e Unipol dopo le divergenze sulla scalata alla Bnl tentata ormai mesi fa dalla compagnia assicurativa. La riappacificazione va in scena alla festa che la Camera del lavoro di Bologna ha voluto per il suo centenario, e dove Pier Luigi Stefanini, presidente Unipol, e Guglielmo Epifani, numero uno Cgil, si ritrovano seduti attorno allo stesso tavolo.

        E subito Epifani riconosce alla nuova dirigenza Unipol la validit� del lavoro svolto �per uscire dalla situazione di rischio di mettere la cooperazione nel disegno di chi in Italia vuole emarginarla�, e la capacit�, dimostrata anche dai numeri di bilancio, �di non avere compromesso il rapporto con i clienti. La rottura di fiducia – rileva il segretario Cgil – non c’� stata, e io ne sono particolarmente contento, perch� abbiamo bisogno nel campo assicurativo di una Unipol pi� forte�.

        � infatti su questo nodo che rimane l’unica divergenza: � opportuno che un’assicurazione acquisisca una banca?

        Per Stefanini s�, lo dice la storia delle casse di credito cooperativo: �� naturale, all’interno di questo percorso storico, che ci sia il tentativo di acquisire una banca, e noi proseguiremo in questo senso. Dell’ostilit� che c’� stata riguardo al metodo dell’operazione Bnl se ne pu� discutere, ma sono inaccettabili discriminazioni esistenziali�. Per Epifani no: �L’esperienza europea va verso la specializzazione delle funzioni, e ci vuole molta cautela nel mettere assieme una banca e un’assicurazione, soprattutto se di grandi dimensioni. Il modello migliore semmai, � la grande assicurazione che piano piano costruisce una rete di sportelli o la banca che offre ai propri clienti piccole forme assicurative�.

        Sull’esigenza del movimento cooperativo di dotarsi di un grande istituto bancario, per�, tutti d’accordo: per il segretario Cgil sarebbe positivo e auspicabile che Legacoop si muovesse in questo senso, �a servizio dell’insieme delle sue attivit� di cooperazione�.

        Convergenza che si riscontra anche sulla necessit� della riforma del mercato del lavoro (�Non ho alcuna difficolt� ad ammettere che la legge Trenta vada cambiata in alcune sue parti�, rivela il presidente Unipol) e soprattutto sul tema delle riforme necessarie per evitare in futuro i grandi scandali che, dalle banche al calcio, attanagliano l’economia del paese.

        Sia per Stefanini che per Epifani non c’� bisogno di particolari riforme legislative: per il primo �serve confronto e autoriforma, a partire dagli statuti, in modo che dalle cooperative parta un forte segnale anche per le imprese private�; per il secondo �va battuta la cultura di chi si ritiene superiore al proprio mandato e alle regole, un lavoro che spetta al nuovo Governo, agli enti locali, al sindacato, a ogni singolo cittadino�.

          Quella per la legalit�, chiude il sindacalista, �� una battaglia in cui nessuno pu� delegare il proprio impegno�.