Tour operator vicini alla crisi strutturale

09/06/2003



      Domenica 08 Giugno 2003
      Turismo
      Tour operator vicini alla crisi strutturale

      La battaglia dei prezzi – Studio di Goldman Sachs sui pacchetti «fai-da-te», mentre l’Astoi denuncia la competizione delle offerte tutto-compreso


      MILANO – «L’industria dei tour operator potrebbe essere in declino strutturale». La nefasta dichiarazione è contenuta in un’analisi sul settore Leisure (alberghi, tour operator, pub, giochi e scommesse) effettuata dalla banca d’affari Goldman Sachs che, limitatamente ai tour operator, ha confrontato i prezzi dei "pacchetti" preconfezionati venduti appunto dagli operatori con quelli che invece è possibile spuntare effettuando da soli l’acquisto dei singoli segmenti del viaggio.
      Ebbene, Goldman Sachs sottolinea che l’esistenza del tour operator dovrebbe essere motivata dal fatto che è molto difficile assemblare le singoli parti del pacchetto a un prezzo inferiore a quello del pacchetto stesso. E invece nel 70% dei casi gli analisti della banca sono stati in grado – navigando su Internet – di prenotare «una vacanza uguale o equivalente con uno sconto significativo, mediamente del 26%».
      «Poiché sempre più persone utilizzano Internet e prenotano all’ultimo momento – è scritto nel report di Goldman Sachs – e poiché sempre più single e sempre meno famiglie vanno in vacanza, continuiamo a vedere un significativo rischio strutturale per le società turistiche che operano su mercati di massa». Ma non basta.
      Dopo questo primo colpo ne arriva anche un altro: «Le prenotazioni hanno ripreso quota dalla fine della guerra in Irak, ma il trend dei prezzi rimane debole e i tagli di capacità sono stati limitati alla primavera, piuttosto che al periodo di picco estivo – scrivono ancora gli analisti inglesi – In assenza di ampi taglia alla capacità estiva, o senza l’uscita dal mercato di un operatore di primaria importanza, continueremmo a evitare i tour operator generalisti come My Travel e Tui».
      Ma vediamo più in dettaglio l’analisi su questo settore, che «continua a competere unicamente sui prezzi, con severe conseguenze sui margini». Goldman Sachs ha voluto verificare se è più economico acquistare in prima persona, oppure seguendo il catalogo, oppure ancora attraverso il sito web del tour operator o utilizzando società specializzate che offrono i loro servizi online, come Expedia e Travelocity. Per trovare i voli meno costosi sono stati presi in esame British Airways, Ryanair, Airline Network, Connexions e Opodo. Per gli alberghi, invece, sono stati chiamati direttamente gli hotel, oltre a controllare con BA Hotels, Ryanair Hotels, Hotels.com, lastminute.com e ebookers.com. Dove non è stato possibile trovare lo stesso albergo offerto nel pacchetto, è stato considerato il prezzo di un albergo dalle caratteristiche omogenee. Nel 70% dei casi è emerso che è più conveniente prenotare separatamente l’hotel e il volo; nel 20% è stato più conveniente prenotare a prezzi di catalogo o attraverso il sito del tour operator. Solo nel 10% dei casi è risultato più economico ricorrere a Expedia o Travelocity. Con la tecnica del fai-da-te, comunque, è stato possibile ottenere un risparmio medio del 26% rispetto al catalogo, con alcuni esempi estremi «come la vacanza di My Travel per due adulti a La Manga, in Spagna, che costa il 55% in meno se prenotata per singoli segmenti».
      Gli alberghi. Parte dell’analisi sul comparto Leisure è dedicata al settore alberghiero, per il quale Goldman Sachs sottolinea il leggero ottimismo degli operatori sull’occupazione delle camere, anche se la base di partenza è molto bassa. Inoltre, per risollevare l’attività, è molto diffuso il ricorso ad azioni promozionali che però finiscono col mettere sotto pressione i margini.
      Per quanto riguarda il business travel, invece, Gioldman Sachs non ritiene che siano già del tutto assorbiti gli efftti dei tagli sui costi operati dalle aziende. Tuttavia gli analisti vedono una serie di fattori positivi rispetto al 1991, al di là della prima guerra del Golfo: ad esempio i tassi d’interesse sono molto bassi e c’è una mobilità intra-europea più elevata.
      Tuttavia la previsione è di una ripresa ostacolata anche dalla sars e dai timori di terrorismo, che avranno come risultato di rendere meno rapida la risalita, in particolare per il settore business, mentre il leisure dovrebbe registrare una performance migliore.

      M.CAV.