Tour operator, l’Italia pesa sul bilancio

06/09/2004


            domenica 5 settembre 2004


            sezione: TURISMO – pag: 16
            IL BUSINESS DELLE VACANZE • La stagione si chiuderà con un lieve aumento dei clienti (+1,5%), ma cedono le mete domestiche (-7%)
            Tour operator, l’Italia pesa sul bilancio
            Il consuntivo dell’estate 2004 salvato dalle destinazioni straniere – Cresce soprattutto l’Africa, il dollaro debole favorisce gli Usa

            GIANNI TROVATI

            MILANO • La difficoltà vissute dal turismo nel 2004 coinvolgono anche i pacchetti organizzati, un mercato da 6 miliardi di euro che conta circa 7 milioni di clienti all’anno. Le stime dei tour operator per l’estate 2004 continuano a prevedere un saldo lievemente positivo, ma i risultati della stagione 2003 (+5%) rimangono lontani, e a salvare il bilancio sono alcune mete straniere.
            Le previsioni dell’Osservatorio Astoi (l’associazione dei tour operator italiani) aggiornate nell’ultima settimana calcolano un incremento di passeggeri dell’1,5%, che si tradurrà in un +2% in termini di fatturato.
            Le cifre potrebbero essere ulteriormente ritoccate al rialzo nel mese di settembre, che sta cominciando a registrare segnali interessanti nelle prenotazioni. Con l’avanzare della stagione, del resto, diminuisce la quota di scelte sotto data (-6%), segno anche del successo di alcune campagne degli operatori per favorire le prenotazioni anticipate.
            La destinazione Italia continua a rappresentare una fetta importante dell’intero mercato, ma in questo settore la sofferenza si sente.
            I clienti sono diminuiti del 7%, e una frenata ancora più brusca è stata registrata nella spesa media per passeggero, calata dell’8%.
            Sulla contrazione pesano solo in parte le offerte «di saldo» degli operatori, mentre è più importante il taglio inferto dai clienti alla durata delle vacanze (il 10% dei turisti ha abbandonato le due settimane in favore della settimana singola) e la forte vocazione al risparmio dei clienti. Proprio sui prezzi delle vacanze organizzate si è verificato un piccolo caso estivo.
            Nel bollettino di agosto l’Istat ha rilevato un aumento su base annuale del 18,4%, mentre gli operatori sostenevano che i rincari medi a catalogo sono stati inferiori all’1%, con qualche ritocco in extremis legato al prezzo del carburante. Il divario fra le due stime, però, è presto spiegato: «All’inizio di quest’anno — spiega Alberto Corti, direttore generale di Astoi — il paniere di riferimento, che era molto datato, è stato aggiornato introducendo modifiche profonde per arrivare a una fotografia più fedele del reale mercato dei pacchetti turistici. Per questa ragione, come concordano anche dall’Istituto, il confronto non è indicativo, e un dato oggettivo non si potrà avere prima del 2005».
            Secondo le rilevazioni condotte da Astoi, comunque, il prezzo medio di un pacchetto è di 737 euro per le mete italiane, sfiora i mille per l’Europa mediterranea e supera di poco questa soglia quando si sceglie la costa africana. La vetta nella classifica dei costi è invece raggiunta dall’Oceano indiano (quasi 2.500 euro in media), seguito dai Caraibi (1.650). Ad aggiudicarsi i clienti persi dalle destinazioni domestiche sono stati soprattutto i concorrenti che si affacciano sul Mediterraneo.
            Nel caso di Grecia e Spagna l’andamento delle prenotazioni ha subito un’accelerata nel corso dell’estate, mentre Egitto e Tunisia hanno riscosso un interesse crescente già a partire da maggio.
            La passione dei clienti italiani per il continente nero non si limita però alla costa mediterranea. Lo scarto maggiore nel trimestre giugnoagosto 2004 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso è quello registrato dal Kenia (+47%), meta molto amata dagli italiani negli anni 80 e poi trascurata nel decennio successivo in seguito ai cambiamenti nelle mode e ai disordini politici. «La ripresa del Kenia — sottolineano da Astoi — si spiega con i forti investimenti realizzati dagli operatori nell’ultimo anno per aumentare le destinazioni possibili, soprattutto nella costa a sud di Malindi». Ottime soddisfazioni giungono agli operatori anche dagli Stati Uniti (+30% rispetto all’estate scorsa), dove l’effetto del dollaro debole, che si avverte sui costi dei pacchetti e, in maniera anche più sensibile, su tutte le spese accessorie, favorisce la ripresa dagli abissi raggiunti nell’estate del 2002.