Totalizzazione senza effetti sull’importo della pensione

31/10/2003



      Venerdí 31 Ottobre 2003

      NORME E TRIBUTI


      Totalizzazione senza effetti sull’importo della pensione


      ROMA – La totalizzazione non serve a determinare l’importo della pensione ma a garantire all’assicurato il raggiungimento dei requisiti al trattamento. Lo ribadisce la Corte costituzionale nella sentenza 325 depositata ieri. La vicenda. Il Tribunale di Genova, sezione lavoro, ha sollevato questione di legittimità costituzionale sull’articolo 16, comma 1, lettera a) della legge 233/1990 (riforma dei trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi). La disposizione sotto tiro è quella che prevede che l’importo della pensione, per quanti la ricevono attraverso il cumulo dei contributi in due gestioni speciali, entrambe relative ad attività autonome (artigianale e commerciale), è dato dalla somma delle quote di pensione calcolate in base ai periodi d’iscrizione alle rispettive gestioni. Ne consegue un trattamento pensionistico inferiore a parità di contributi versati per due attività comunque di lavoro autonomo rispetto a quello riconosciuto al pensionato rimasto iscritto a un’unica gestione. La pronuncia. La Corte costituzionale ha ritenuto la questione non fondata. I contributi versati alle diverse gestioni vanno considerati unitariamente «non ai fini della misurazione della pensione, ma per verificare il raggiungimento del requisito contributivo per il diritto» al trattamento e per ottenere un’unica pensione. «Questa Corte – sottolinano i giudici – ha più volte affermato che il meccanismo della totalizzazione dei periodi contributivi versati in diverse gestioni previdenziali debba operare nel caso in cui l’assicurato non abbia maturato il diritto a un trattamento pensionistico in alcuna delle gestioni alle quali è, o è stato iscritto (in particolare sentenze n. 198 del 2002 e n. 61 del 1999). Rientra invece nella discrezionalità del legislatore la scelta circa l’estensione del principio ai fini della misurazione della pensione (sentenza n. 198 del 2002)». Pretendere, afferma la sentenza, che i contributi versati nelle due gestioni siano considerati come riferibili a una sola ai fini del calcolo dell’importo non è una soluzione «costituzionalmente obbligata», a fronte della scelta legislativa di prevedere diverse gestioni per i settori di lavoro autonomo. La diversità del trattamento si giustifica per l’esistenza di due gestioni per artigiani e commercianti e risponde all’esigenza di preservarne gli equilibri finanziari, senza far ricadere su di una loro un onere più gravoso di quello che si sarebbe realizzato in assenza di cumulo.

      N.T.