Totalizzazione, intesa più vicina

29/05/2003



              Giovedí 29 Maggio 2003
              NORME E TRIBUTI


              Totalizzazione, intesa più vicina

              Dopo il vertice con il sottosegretario Brambilla


              ROMA – Soluzione vicina per risolvere il nodo-totalizzazione, cioè la procedura che permette di sommare, ai fini del conseguimento della pensione, contributi sparsi in più gestioni previdenziali. Ieri il sottosegretario al Lavoro, Alberto Brambilla, e la delegazione dell’Adepp, l’Associazione delle Casse private, hanno fatto il punto sui correttivi al sistema contributivo per calcolare le prestazioni pro quota. E dagli enti, che ora dovranno fare i conti circa i riflessi finanziari, è arrivato un primo via libera al meccanismo proposto.
              Le Casse private applicheranno un contributivo rivisto rispetto alla legge 335/95 (cui faranno invece riferimento gli istituti pubblici). Nel montante contributivo rientreranno solo i contributi soggettivi (entro il tetto reddittuale, se previsto) e il tasso annuo di capitalizzazione dovrebbe essere pari al 90% della media quinquennale del tasso di rendimento netto del patrimonio investito, con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare. Per i periodi antecendenti la privatizzazione di ciascun ente (decreto legislativo 509/94) la capitalizzazione dovrebbe essere pari alla media quinquennale dei titoli pubblici (Rendistato). Il coefficiente di trasformazione per determinare l’importo annuo della pensione sarà correlato all’età del professionista al momento del pensionamento ed è costruito sulla base delle ipotesi demografiche (di sopravvivenza) elaborate dalla Ragioneria generale dello Stato. I coefficienti saranno aggiornati ogni due anni. La quota di pensione così determinata sarà poi corretta all’insu in modo da "premiare" anzianità di iscrizioni superiori ai 25 anni. Per la totalizzazione sono richiesti almeno cinque anni di versamento. Quindi i requisiti sono: 65 anni di età, abbinati ad almeno 25 anni di contributi, oppure, indipendentemente dall’età, un’anzianità complessiva di 40 anni. L’onere dei trattamenti sarà a carico delle singole Casse, in relazione alla propria quota, anche se al pagamento degli importi provvederà l’Inps, che gestisce il casellario delle pensioni. In questo modo si risolve il problema sollevato dalle Casse circa la provvista da parte di tutti gli Enti che partecipano al trattamento pro quota.
              Al termine della riunione, il sottosegretario Brambilla è tutto sommato ottimista. «Spero di poter concludere la trattativa entro il 18 giugno. L’11 – annuncia – è già fissato un appuntamento con le Casse. Quindi, sottoporremo il documento ai sindacati dei professionisti». Con questi correttivi le ripercussioni finanziarie delle Casse dovrebbero essere "sopportabili", mentre il meccanismo dovrebbe comportare un onere per la finanza pubblica stimato in circa 250 milioni di euro, finanziato con la contribuzione degli associati in partecipazione, dei lavori occasionali superiori a 5mila euro e, in parte, con il sistema dei ticket per i "micro" lavori. Le Casse, d’altra parte, vedono accolta, seppure con aggiustamenti, la richiesta iniziale di applicare il sistema contributivo. Un risultato che soddisfa il presidente dell’Adepp, Maurizio de Tilla. «Il sistema – commenta de Tilla – consente un adeguato livello delle prestazioni senza comportare drenaggi insostenibili per i bilanci degli Enti». Critico, invece, è il presidente del Comitato professionisti, Carlo Bottiglieri, che da sempre chiede di mantenere il metodo di calcolo vigente in ciascuna gestione.
              LAURA CAVESTRI
              MARIA CARLA DE CESARI