Totalizzazione al via

21/11/2002

ItaliaOggi (Giustizia e Società)
Numero
276, pag. 26 del 21/11/2002
Teresa Pittelli



Il sottosegretario Brambilla annuncia le novità all’Adepp.

Totalizzazione al via
Il cumulo per chi non ha pensione

Totalizzazione in arrivo. Il ministero del welfare sta elaborando una nuova disciplina che limita a chi non ha una pensione, e ai soli trattamenti di vecchiaia, la possibilità di cumulare gratis gli spezzoni contributivi. E che sarà presentata giovedì prossimo a via Flavia agli enti di previdenza. Per confluire, poi, insieme alle nuove regole sulla previdenza complementare e sull’eliminazione della doppia tassazione, in un collegato alla Finanziaria 2003.

L’annuncio è stato dato ieri da Alberto Brambilla, sottosegretario al welfare, nel corso della prima riunione del confronto avviato dal governo con l’Adepp, l’associazione delle Casse di previdenza privatizzate guidata da Maurizio de Tilla. Il sottosegretario si è detto anche favorevole all’eliminazione dell’articolo 30, comma 2, della Finanziaria, che permette a chi si è cancellato da una cassa professionale prima del ’90 di riscattare i relativi periodi di anzianità, anche con ricongiunzione o totalizzazione, restituendo alle Casse i contributi a suo tempo rimborsati. Oltre alla cancellazione di questa norma, però, l’Adepp chiede l’introduzione di un emendamento che permetta agli enti di previdenza privatizzati di includere anche ´forme di tutela sanitaria’ tra le prestazioni assistenziali agli iscritti. La bozza del ministero tiene conto sia delle esigenze di salvaguardia degli equilibri finanziari delle Casse, sia della necessità di permettere a chi ne ha diritto di ricongiungere i contributi sparsi tra più enti, per arrivare almeno a una pensione. E questo, appunto, dovrebbe essere il primo paletto che la bozza del welfare impone alla platea dei beneficiari. Potrà ottenere il cumulo, infatti, solo chi non abbia già una pensione, chi chiede una pensione di vecchiaia, e non di anzianità, e chi vanti un periodo d’iscrizione all’ente superiore a cinque anni.

Se confermati nel testo definitivo, questi paletti faranno da argine agli oneri che le Casse sosterranno per la totalizzazione. Sembra, infatti, che il ministero intenda lasciare ferma la norma (art. 71 Finanziaria 2001) che impone a ogni ente di applicare il proprio sistema di calcolo per la totalizzazione. Ma questo ´nel rispetto degli equilibri finanziari delle Casse’. E quindi con possibili aggiustamenti allo studio dei tecnici, come coefficienti di riduzione o nuovi freni sul numero dei ´totalizzanti’. Secondo Maurizio de Tilla, con le norme vigenti gli oneri per la Cassa forense sarebbero pari a circa 130 milioni di euro. Ancora maggiori gli esborsi calcolati da Inarcassa, la Cassa di ingegneri e architetti presieduta da Paola Muratorio, secondo la quale ´pagheremmo 230 mln di euro, che si ridurrebbero a 170 mln se potessimo applicare il sistema contributivo’.

Per le Casse in arrivo anche l’eliminazione della doppia tassazione, la gestione della previdenza complementare, un tetto all’indennità di maternità (De Tilla ha chiesto la legislativa sul ddl allo studio della commissione lavoro di Montecitorio) e misure per la sostenibilità di lungo periodo. Come il passaggio al contributivo, allo studio della cassa dottori commercialisti guidata da Adelio Bertolazzi.