Toscana. Immigrati, anziani prima protesta insieme

18/01/2002



Per l’allargamento delle quote d’ingresso
Immigrati, anziani prima protesta insieme


MARIA CRISTINA CARRATU




ANZIANI e immigrati insieme, per una comune battaglia. Un’alleanza finora inedita, venuta allo scoperto, addirittura scesa in piazza: come è accaduto ieri, quando alcune centinaia di anziani accompagnati dai loro "colf" extracomunitari, organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio con i movimenti Viva gli anziani e Genti di pace, hanno protestato in via Cavour, davanti a Prefettura, Provincia, Regione. Un’unica voce contro il decreto legislativo che modifica il Testo unico sull’immigrazione, destinato a rendere ancora più difficile la vita agli immigrati, e quindi anche agli anziani. "Ho bisogno di te" è lo slogan della protesta, che sottolinea l’importanza ormai raggiunta in Italia dalle prestazioni di immigrati nei servizi alla persona, anziani innanzitutto. Infatti, oltre che negativo per la qualità della vita degli anziani, tenerli in istituti costa agli enti pubblici molto più che assisterli a casa e però si continua a investire sulle strutture di accoglienza (361 in Toscana, con 14 mila ospiti che costano al servizio sanitario 186 miliardi all’anno) invece che sull’assistenza domiciliare (5 miliardi per 5.800 persone). Molte le controproposte avanzate al decreto, orientate a ridurre la sproporzione fra domanda e l’offerta di lavoro extracomunitario (nel 2001 a Firenze su 1200 chiamate presentate all’ufficio del lavoro ne sono state soddisfatte 80): fra le altre, la semplificazione burocratica delle assunzioni (per permettere di regolarizzarsi subito a chi già lavora in Italia e ha una famiglia disponibile); maggiori possibilità di ricorrere alla sponsorizzazione, per assumere stranieri di cui si conoscono altri familiari; revisione del tetto di reddito di 93 milioni annui per le assunzioni, che di fatto esclude gran parte degli anziani. Proposte particolarmente interessanti per una città come Firenze, dove, secondo i dati della Comunità di Sant’Egidio, gli ultrassessantacinquenni sono 92.540 (il 24,5% , di cui il 49,2% con più di 75 anni) degli abitanti; almeno 10 mila quelli che hanno bisogno di aiuto per problemi di salute (senza contare i tanti altri non indipendenti per infinite altre difficoltà). Il prefetto Serra ha promesso ieri ad anziani e immigrati di inviare subito una segnalazione al governo, mentre il vicepresidente della Regione Passaleva ha ricordato la richiesta già avanzata di quote aggiuntive.