Toscana, i sindacati confermano il no al lavoro per Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e Primo Maggio

24/03/2016

Le organizzazioni sindacali di categoria, Filcams, Fisascat E Uiltucs della Toscana ribadiscono la contrarietà alle aperture dei negozi per le prossime festività civili e religiose e chiedono il rispetto del significato e del valore sociale di dette festività.

Le liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive attuate dal decreto “Salva Italia”, si sono rivelate negative, non hanno portato nessun aumento dell’occupazione, nessun aumento dei consumi, ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, aumentato la precarietà e l’assenza di ogni regola minima di concertazione sulla programmazione delle aperture e degli orari di lavoro.

Filcams, Fisascat e Uiltucs, avendo sostenuto la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare, riconfermano la necessità di modificare la legge sulle liberalizzazioni e chiedono che venga discussa in aula la proposta di riforma, che invece è ancora ferma in commissione parlamentare.

“La nuova legge deve rimettere la materia delle aperture domenicali e festive e delle aperture commerciali alle competenze regionali e comunali, attraverso il confronto fra le parti sociali” affermano i sindacati del commercio della Toscana, “demandando ai territori, previa concertazione, la loro definizione, per un modello sostenibile del commercio, per città più vivibili, all’insegna della cultura e non del solo consumo, per una maggiore contrattazione in difesa dei più deboli, per la difesa dei valori civili e religiosi che queste festività rappresentano.” Per questo proclamano l’astensione dal lavoro e lo sciopero per l’intera giornata per le prossime festività di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, Primo Maggio.