Toscana. E la “colf di colore” diventa specialista

04/02/2002



A scuola per non essere pi� oggetti Si � concluso il primo corso che ha addestrato venti donne all’assistenza domiciliare
E la "colf di colore" diventa specialista


MARIA CRISTINA CARRATU




maria cristina carrat�
MAGDALENE Janet 34 anni, nigeriana, una delle "fortunate". Ha sposato un italiano, avere un compagno accanto � un’altra cosa. E adesso che ha in mano il "pezzo di carta" sar� un’altra cosa anche per il lavoro. Anzi, un primo "miracolo", il diploma del Comune che la qualifica "addetto all’assistenza di base" – brutta parola per definire il lavoro pi� difficile del mondo, stare con chi ha bisogno, essere un "essere umano" accanto ad altri – l’ha gi� fatto: dopo anni e anni a nero, il primo contratto in piena regola, contributi, ferie, malattie. �Mi sento una signora� dice Magdalene. Un milione e settecentomila lire al mese, un lavoro teorico di quattro ore al giorno, reale di molte di pi�, �ma vuoi mettere? Non ero nessuno, ora ho un titolo, mi sembra di sognare�. Ed � stato davvero il nuovo diploma a segnare una svolta nella vita di questa piccola nigeriana sorridente, che parla italiano strascicando le "c": Magdalene, ora, non � pi� soltanto "una nigeriana", ovvero, nel gergo delle signore che si passano i domestici, "la donna", ma una professionista con tanto di carta di identit� professionale, che le spalanca le porte del "mercato". I suoi datori di lavoro, insomma, hanno avuto paura di perderla: e, finalmente, l’hanno messa in regola.
Prima di arrivarci, per�, quanta fatica. E’ la storia di milioni di donne che se ne vanno dai loro paesi. Anni di lavoro a nero in "buone famiglie" che chiedono l’impossibile: �Ho sempre lavorato 24 ore su 24, al massimo ho avuto 12 ore libere alla settimana, nemmeno met� della domenica libera e di solito a parole: in realt�, se c’era bisogno dovevo esserci qualunque impegno avessi�, racconta Magdalene. Spesso le buone famiglie neanche ci parlano alle loro colf, ma quelle della sorridente nigeriana con lei hanno sempre avuto un buon rapporto: �S�, mi raccontavano tutto, e io li ascoltavo�. Poi per� quando era il momento di riconoscere i suoi diritti, l’amicizia svaniva di colpo: e cos� � accaduto con una signora che, dopo averla considerata sua esclusiva confidente per due anni, una volta costretta a metterla in regola l’ha subito licenziata. �Si diventa diffidenti, ci si chiude in se stesse� dice Magdalene. Salvo poi ricascarci, come quella volta in casa di due anziani corpulenti, costretti a letto, a cui bisognava fare tutto, ma a cui di nuovo la piccola nigeriana si affeziona. Finch� un giorno un’improvvisa emorragia la costringe in ospedale qualche giorno: e quando torna, scopre di essere stata licenziata. Magdalene non ha voglia di rimettersi in causa, e lascia perdere. Ed ecco che arriva "Chicca", la simpatica anziana che la prende in casa, la adora, ma non la mette in regola. Finch� Magadalene non torna col diploma, e spiega: �Cara nonnina, lo sai quante cose posso fare con questo?�.
C’� poi la storia di Marie, 38 anni, della Costa d’Avorio. Un marito italiano conosciuto nel suo paese, la partenza per l’Italia insieme a lui, la separazione dopo la nascita della figlia, partorita in Costa d’Avorio "per scrupolo": e se lui gliel’avesse portata via? Non sarebbe stata la prima volta: un maschio bianco che considera sua propriet� i figli avuti da una nera. Tornata in Italia, Marie si mette a cercare lavoro. E comincia il calvario. Senza casa, con la bimba al seguito, approda in una famiglia dove deve assistere un anziano. Ma Marie � pi� sfortunata di Magdalene, la sua capacit� di stabilire rapporti umani viene considerata con sospetto, �sei una nera troppo bella le dicevano devi stare al tuo posto�. E quando la buona famiglia decide che, semplicemente perch� era stata ad ascoltare uno sfogo, era uscita dal suo posto, la licenzia. Un’altra volta, Marie viene cacciata da una figlia gelosa della "eccessiva" simpatia nata fra lei e l’anziana madre: �Io la ascoltavo. Loro non la consideravano, e lei non gli rivolgeva la parola�.
�Il problema � che non ti � concesso di essere una persona. Devi solo ‘funzionare’, nient’altro�. Finch� arriva un lavoro come donna delle pulizie in una banca e in una pubblica assistenza, dodici ore al giorno, senza ancora una casa, e con la figlia di nove anni ospite di una famiglia. Tutto precario, tutto incerto. E ogni giorno il timore che qualcuno arrivi col benservito. E invece, ora che ha il diploma in mano, qualcosa si � riaperto davanti a Marie: �Mander� in giro la mia qualifica annuncia Certo, � triste che i sentimenti siano considerati un lusso per chi viene da lontano�.