Toscana divisa sulla tassa Firenze parte il 1° luglio

03/03/2011


Soggiorno, Palazzo Vecchio mette in bilancio 9 milioni
Tassa di soggiorno, a Firenze scatta dal primo luglio. Palazzo Vecchio conta già di incassarla a partire dal secondo semestre dell´anno. E il giorno stesso del sì blindato dalla fiducia votato alla Camera, con lo slancio di chi scova un tesoro inatteso l´assessore alle finanze Angelo Falchetti aveva già iscritto nelle bozze del bilancio di previsione 2011 i 9 milioni di euro. La metà del totale che si conta di ricavare in anno solare aggiungendo 1-2 euro (a seconda delle stelle) sul conto dell´albergo.
Per il sindaco Renzi il decreto sul federalismo è «un topolino», che in assenza di riduzione della burocrazia e dei «posti della politica» rischia solo di aumentare le tasse. La tassa di soggiorno no però. Quella va bene. Quanti seguiranno Firenze?
Se il governo non varerà il regolamento per la riscossione entro 60 giorni, c´è scritto nel testo del federalismo che comprende anche la tassa di soggiorno, potranno farlo i Comuni capoluogo e i comuni turistici. E Palazzo Vecchio non intende aspettare oltre. Fiesole è pronto a seguirlo: «Contiamo 120mila pernottamenti l´anno e la tassa può aiutarci a migliorare l´accoglienza. Riunirò subito le categorie», dice il sindaco Fabio Incatasciato (Pd). A Bagno a Ripoli invece il sindaco Luciano Bartolini (Pd) non è convinto: «Vorrei discuterne assieme agli altri Comuni, sono contrario perché è una nuova gabella: questo non è federalismo». Il sindaco di Impruneta Ida Beneforti (Pd) non è contraria: «Quest´anno ormai no, se non si fa strozzinaggio sono favorevole». Calenzano è schierato: «Sono favorevole, serve però un criterio per tutti», dice il sindaco Alessio Biagioli. A San Casciano il sindaco Massimiliano Pescini (Pd) ci pensa: «Non dico che non l´applicherò, anche se devo tenere conto che le nostre 120mila presenze sono in gran parte in agriturismo».
A Pisa il sindaco Marco Filippeschi (Pd) è un paladino della tassa da sempre. Anche se «il federalismo municipale è falso federalismo, una piccola tassa di un euro – dice – darebbe ossigeno alle città d´arte». A patto però di «confrontarsi con gli albergatori e gli operatori». Ad Arezzo però il sindaco Giuseppe Fanfani (Pd) è contrario: «è una tassa per ricchi, qui non abbiamo il grande turismo di Firenze e rischierei di far arrabbiare le categorie senza avere utile». Anche a Grosseto il sindaco Emilio Bonifazi (Pd) è contrarissimo: «Si aggiungerebbe tassa a tassa, le nostre attività sono in crisi e non avrebbe senso penalizzare il turista che al 70 per cento da noi è italiano».
In un Comune da 1 milione di presenze come Castiglion della Pescaia Monica Faenzi (Pdl) è contraria: «Abbiamo bilanci sanissimi e si tratterebbe solo di accanimento contro i balneari e albergatori». A Lucca, oltre 600mila presenze all´anno, la parola d´ordine del sindaco Mauro Favilla (Pdl) è cautela: «Sto pensando a un´introduzione graduale, non siamo come Firenze e Venezia dove c´è un turismo consolidato. Non vorrei che la tassa finisse per scoraggiare i turisti». In Versilia, 3 milioni di pernottamenti in estate, nessuno la esclude: «Ma prima – dicono Luca Lunardini (Pdl) di Viareggio e Domenico Lombardi (Pd) di Pietrasanta – i Comuni dovrebbero mettersi d´accordo, altrimenti chi la mette perde competitività sugli altri». A Forte dei Marmi Umberto Buratti (Pd) preferirebbe «una tassa di scopo da far pagare a residenti e villeggianti per aumentare la sorveglianza sulle spiagge». Via libera a Montepulciano, «a condizione che i soldi vengono reinvestiti per promuovere il territorio», dice il sindaco Andrea Rossi (Pd). Idem San Gimignano, 450mila pernottamenti: «Pronto ad applicare da 50 centesimi a 1 euro – dice il sindaco Giacomo Bossi (Pd) – ma solo se i tagli del governo non ci lasceranno scampo».