Toscana, cresce il sommerso

03/11/2003



      Sabato 01 Novembre 2003

      ITALIA-LAVORO


      Toscana, cresce il sommerso

      Inps: boom nel commercio – In calo l’area del lavoro «grigio»


      FIRENZE – In Toscana cresce il numero delle aziende sommerse ma diminuisce quello nella cosiddetta fascia "grigia". È quanto emerge da uno studio condotto dall’Area vigilanza dell’Inps regionale, che ha preso in esame il comportamento di circa 30mila aziende dal 1998 al 2002 e che sarà presentato nei prossimi giorni.
      La ricerca evidenzia le caratteristiche dell’economia della regione e il funzionamento dell’attività di controllo, sottolineando che il numero complessivo delle aziende è passato dalle 69.273 del 1998 alle 117.697 del 2002, con una crescita costante del 14-15% all’anno (l’incremento netto, con il 10% di cessazioni, è del 4-5% annuo).
      Nel 1998 le aziende completamente sconosciute all’istituto previdenziale rappresentavano il 6%, mentre nel 2002 la cifra è arrivata all’11%. In soli cinque anni le attività in nero sono aumentate in media di un punto percentuale all’anno, per di più rispetto a un numero progressivamente maggiore di società.
      Le più coinvolte sono le piccole imprese (96%) e solo raramente le medie (4%), mentre non ci sono casi di lavoro irregolare in quelle di grandi dimensioni. Il commercio si conferma come il settore con la maggiore percentuale (48%) di aziende in nero, sia rispetto all’industria (21%) che all’artigianato (31%). Contrariamente al mondo del totalmente sommerso, il "grigio" tende a diminuire. Mentre infatti le aziende non iscritte hanno effettuato una scelta di illegalità radicale che modifica il rapporto tra costi e benefici, l’intensificarsi delle ispezioni, aumentate anche quest’anno del 25%, sembra aver prodotto nelle aziende irregolari un effetto deterrente. Così, se nel 1998 costituivano il 78% del totale, nel quinquennio successivo sono scese al 67%. Particolarmente significativo è l’andamento dell’occupazione in nero nelle aziende regolarmente registrate. Nel 1999 non era iscritto all’Inps il 13,60% dei lavoratori, nel 2000 il 14,90%. L’inversione di tendenza è cominciata nel 2001, quando i dipendenti in nero sono scesi di nuovo al 14,50% e l’anno seguente al 13,70. La punta massima di irregolarità viene toccata quindi a cavallo del 2000 e del 2001, anno della legge relativa all’emersione del sommerso. Al biennio fa seguito un 2002 di sostanziale riallineamento ai dati del 1999.
      Anche sotto il profilo dei lavoratori in nero il commercio raccoglie la percentuale più alta (43%), seguito in ordine dall’industria (34%) e dall’artigianato (23%).
      Da un punto di vista qualitativo l’indagine conferma l’opinione diffusa che in Toscana il fenomeno del sommerso si presenti principalmente sotto forma di omissioni contributive parziali e di utilizzo improprio di forme contrattuali. I dati Inps del 2000 lo evidenziano in modo rilevante: sono 36 i miliardi di lire mancanti attribuibili al lavoro nero, contro i 72 relativi ad altre omissioni.

      SARA MONACI