Toscana. Attenti all’inghippo della «partecipazione»

29/05/2007
    marted� 29 maggio 2007

      Pagina 13 – Toscana

        Attenti all’inghippo della �partecipazione�

          Un po’ pi� di soldi in busta ma niente ferie e malattia

            PISA. �Guadagno sui 950-1000 euro netti al mese. Oggi sono commessa vera, al quarto livello. Ma sapessi quanto ho faticato�. Eleonora ha 32 anni, sposata, con una figlia di tre: �Ho sempre fatto l’addetta alle vendite – racconta – Ho cominciato a 19 anni, appena diplomata ragioniera, salvo una pausa di tre anni in cui ho fatto l’operaia part time in una piccola azienda. E’ andata bene per un po’ di tempo, ho cambiato diversi negozi, ho fatto esperienza ed ho capito che l’abbigliamento era il mio “settore”. Ma qualche anno fa, c’era gi� l’euro, rispondendo ad un annuncio di ricerca personale con postilla “ottima retribuzione”, ho scoperto quanti marchingegni si possono mettere in piedi per evitare di pagare ferie e malattie�.

              Ed Eleonora si arrabbia ancora quando pensa a quel contratto di �associazione in partecipazione�, cos� lo chiama, che le venne offerto dal titolare di alcune boutique: �Mi presentai al colloquio e quel tale mi disse subito che lo stipendio sarebbe stato di 1.100 euro per i tre mesi di prova, quindi sarebbe salito a 1.250. Un’offerta allettante, non c’era dubbio. Ma subito dopo c’era la fregatura, che sul momento non capii. Quell’uomo mi disse che dovevo sborsare 1.500 euro per la partecipazione all’attivit�, e che comunque se fosse andata male non ci avrei rimesso nulla. Ma mi scordassi le ferie, salvo quelle decise dalla ditta, e le malattie per le quali non avrei preso un soldo�.

              Accadde che Eleonora accett�, e cominci� la sua esperienza di �associazione in partecipazione�. E fu un �disastro�, aggiunge. �Dopo tre mesi, il principale annunci� che saremmo stati aperti tutte le domeniche estive, con lo stesso stipendio. All’inizio di ottobre presi la bronchite: rimasi a casa dieci giorni, decurtati dallo stipendio. Mi dissi che era ora di cambiare aria – conclude – Chiesi indietro i 1.500 euro della partecipazione, che mi vennero restituiti senza battere ciglio anche perch� avanzai il sospetto che tutta la faccenda fosse ai limiti della legalit�. Ora lavoro in un bel negozio di abbigliamento uomo-donna e mi trovo bene. Spero di continuare, mi pare che il principale sia contento della mia collaborazione�.