Tornano gli sgravi fiscali: Governo e Confindustria pronti a siglare la pace

22/10/2002







(Del 22/10/2002 Sezione: Economia Pag. 4)
IL MINISTERO DELL´ECONOMIA: SI´ A MODIFICHE MA SALDI INVARIATI
Tornano gli sgravi fiscali
Governo e Confindustria pronti a siglare la pace
In vista il ripristino di Dit e Superdit, con aliquote medie al 30 e 22% Finanziaria: respinti 940 emendamenti su 4000. Boom di sanatorie

ROMA
Governo e Confindustria sono ormai a un passo dall´accordo per resuscitare le agevolazioni fiscali della Dit e della Superdit, drasticamente ridotte con il decreto varato dall´esecutivo a metà settembre. L´intesa, che porterà probabilmente a ridefinire l´aliquota della Dit intorno al 30%, ma anche ad eliminare la maggiorazione dell´acconto Irpeg di novembre e a modificare le norme fiscali sulle minusvalenze e le rivalutazioni e le nuove regole sulle riserve delle compagnie di assicurazione, è sottoposta a un ultima verifica tecnica e dovrebbe essere annunciata dal governo oggi stesso. Sempre oggi la Commissione Bilancio della Camera inizierà l´esame degli oltre 3 mila emendamenti presentati alla Legge Finanziaria (940 quelli scartati), tra i quali si contano ben dodici forme di condono e sanatorie presentate dai partiti di maggioranza. Le modifiche al decreto fiscale di cui stanno discutendo Tremonti e la Confindustria, secondo il governo, non avranno effetti sui saldi di finanza pubblica e ricalcherebbero, peraltro, quelle annunciate ieri da Antonio Leone, deputato di Forza Italia e relatore del provvedimento alla Camera. Bruciando sul tempo il governo, Leone ha anticipato in Aula la presentazione di un emendamento al decreto per «ripescare» le agevolazioni della Dit e della SuperDit «di cui il provvedimento decretava la morte, correggendo le disfuznioni di attuazione». Emendamento che secondo Leoni «va incontro alle esigenze della Confindustria», e che in sostanza prevede un´aliquota di sbarramento del 30% per la Dit e del 22% per la SuperDit, il ripristino del tasso di remunerazione al 6%, regole più favorevoli per il trattamento delle minusvalenze e delle rivalutazioni e la rimodulazione della stretta sulle assicurazioni. Una proposta dalla quale il governo, in attesa della chiusura del negoziato con gli industriali, è stato costretto a prendere almeno formalmente le distanze. «Con riferimento alle ipotesi di modifica del cosiddetto decreto fiscale il ministero dell´Economia precisa che si tratta di modifiche ancora allo studio» si legge in una nota diffusa in serata dagli uffici di Giulio Tremonti. Nella nota si sottolinea che «in ogni caso qualsiasi modifica delle norme avverrà a saldi invariati», ma non si spiega se deve essere tutelato il gettito complessivo del provvedimento (che il Servizio bilancio della Camera ritiene per giunta sottostimato) o solo l´effetto positivo previsto sui conti pubblici di quest´anno, la vera ragione per cui il decreto fu varato in tutta fretta dall´esecutivo appena dieci giorni prima del varo della Finanziaria. Anche questo è un capitolo aperto. Silvio Berlusconi aveva detto che sarebbe stato il Parlamento a decidere se trasformare la proposta di concordato fiscale del governo in un condono vero e proprio e la maggioranza l´ha preso in parola. Oltre al condono fiscale tombale, presentato da alcun deputati di Forza Italia, tra gli emendamenti presentati alla Commissione Bilancio si annoverano anche due proposte di condono edilizio (An per gli abusi minori e Forza Italia), la riapertura della sanatoria per i contributi in agricoltura (Udc), il condono per i danni erariali accertati dalla Corte dei Conti (Udc), tre sanatorie per il canone Rai (Lega Nord), le affissioni abusive (An) e le multe per le infrazioni stradali (An), un condono per le tasse di successione e le donazioni non definite fiscalmente, una sanatoria regolarizzatrice per i videopoker (Udc). Alleanza Nazionale e l´Udc hanno poi chiesto lo stralcio netto dell´articolo 37 della Finanziaria, che trasforma in prestiti i contributi a fondo perduto alle imprese, norma anch´essa molto contestata dalla Confindustria, mentre quasi tutti i gruppi politici, non solo della maggioranza, hanno chiesto il ripristino degli sgravi per le ristrutturazioni edilizie al 36%. L´Udc, come hanno fatto in termini diversi anche i deputati dell´Ulivo, ha chiesto inoltre una modifica alla riforma fiscale per tener conto del problema degli incapienti. Su come reperire i fondi aggiuntivi per finanziare le modifiche proposte, nessuno ha dubbi, nè nella maggioranza nè tra l´opposizione. Basta sfruttare meglio un´altra sanatoria, questa proposta dal governo: quasi tutti i gruppi, infatti, individuano come copertura dei loro emendamenti l´aumento dal 4 al 6% (però c´è chi propone anche il 45%, come i Ds) dell´aliquota dello scudo fiscale per il rientro dei capitali dall´estero. Molto gettonato, per reperire nuove risorse, il fronte del "porno". Due emendamenti da parte di Forza Italia ed uno della Lega Nord, per stabilire un´addizionale fiscale sul reddito d´impresa derivante dalla produzione, vendita e diffusione, anche su Internet, di materiale pornografico. Di stampo decisamente più classico le altre forme di copertura individuate. Molti partiti di maggioranza chiedono un taglio degli stanziamenti per le leggi in vigore e che devono essere rifinanziate ogni anno con la Finanziaria (previsti nella Tabella C), mentre la Lega si è spinta a prevedere un taglio del 30% degli straordinari nel settore pubblico. Decisamente classiche le forme di copertura previste dall´Ulivo ai loro emendamenti, i più importanti dei quali concentrati sulla riforma fiscale: aumento delle accise e delle imposte sui tabacchi e sui superalcolici. Oltre alla Tobin Tax sulle transazioni valutarie, condivisa anche da Rifondazione Comunista che ha invece proposto la nazionalizzazione della Fiat.

Mario Sensini