Torna la voglia di nuovi negozi

06/03/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Distribuzione
    Nel 2000 il saldo tra aperture e chiusure è risultato attivo per oltre 12mila unità

    Torna la voglia di nuovi negozi
    La ripresa sostenuta dalla deregulation e dal franchising – In Campania il surplus più alto (4.343)
    Vincenzo Chierchia
    MILANO Torna a correre il business dei nuovi negozi sull’onda della regerulation per le piccole superfici introdotta dalla riforma del commercio del ’98. Intanto il Parlamento vara nuove norme per ridare slancio agli investimenti in nuovi supermarket.
    Dal consuntivo 2000 elaborato dal ministero dell’Industria sulle nuove imprese e le cancellazioni dai Registri delle imprese emerge che il saldo attivo è salito a quota 12.562 dopo l’esiguo ma significativo surplus di 528 realtà registrato a fine ’99. Come ha ripetutamente sottolineato il ministro dell’Industria Enrico Letta il 2000 si caratterizza pertanto come l’anno di forte ripresa delle aperture di esercizi commerciali, confermando l’inversione di tendenza registratasi a fine 1999, da ricondurre all’applicazione delle nuove norme sulla libertà d’accesso, introdotte dalla riforma del settore. Il dato del ’99 ha invertito una tendenza negativa di circa un decennio, il 2000 dunque consolida la ripresa.
    La ministero dell’Industria rammentano che vengono censite sedi di impresa e le unità locali e che nel settore del commercio, le sedi di impresa sono costituite per l’85% circa da ditte individuali e da società di persone, e per il restante 15% circa da società di capitali, la cui sede di esercizio dell’attività risulta per lo più diversa dalla sede di impresa.
    Sul piano nazionale — rileva l’analisi — sono state registrate nel complesso, 65.351 iscrizioni (distinte in 43.446 sedi di impresa e 21.905 unità locali) e 52.789 cancellazioni (di cui 39.103 sedi di impresa e 13.686 unità locali). Risultano dunque in aumento sia le sedi di impresa che le unità locali rispettivamente per 4.343 unità le prime, e 8.219 unità le seconde. Un effetto positivo è stato dato anche dalla diffusione del franchising che sviluppa oggi in Italia un fatturato superiore ai 22mila miliardi.
    Boom di nuove iscrizioni al Sud e miglior saldo positivo (8.467). A livello di area si rilevano saldi positivi in tutte le regioni, con la sola eccezione della Lombardia e del Friuli. La particolare consistenza del saldo positivo registrato dalla Campania (4.343) a perere dei tecnici dell’Industria può essere ricondotto anche a fenomeni di emersione del sommerso.
    Secondo Carlo Mochi, responsabile dell’Ufficio studi di Confcommercio, va sottolineata la ripresa degli investimenti ma anche la perdurante frammentazione della rete commerciale, soprattutto al Sud: ci vorrà un po’ di tempo per valutare la capacità delle imprese di restare sul mercato; probabile anche un effetto indotto dal miglioramento della congiuntura dei consumi delle famiglie. Per Mauro Bussoni, vicesegretario di Confesercenti, la scossa della riforma sulle piccole imprese c’è stata anche se è ancora presto per valutarne appieno gli effetti.
    Infine, il Parlamento ha deciso di sbloccare l’impasse sulle medie superfici commerciali: autorizzazione automatica all’apertura di un punto vendita fino a 1.500 metri quadri di superficie, se in zona vi è concentrazione di più esercizi di minori dimensioni, questa la norma approvata dalla Camera, che potrà essere applicata nelle regioni ancora inadempienti nell’attuare la riforma Bersani sul commercio.
    Secondo il segretario generale Ancd-Conad, Roberto Dessì, si tratta di «un fatto positivo per le imprese commerciali italiane, in particolare per gli operatori indipendenti che vedono così rafforzata la loro capacità competitiva».
    Martedì 6 Marzo 2001
 
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