Torna il virus del protezionismo

27/02/2006
    sabato 25 febbraio 2006

    Pagina 19 – Economia

      Dossier

        LO SHOPPING FRANCESE

          Banche e maison, da Parigi acquisti per 17 miliardi

            Torna il virus del protezionismo
            ma l�Italia � terra di conquista


              ETTORE LIVINI

                MILANO – L�Europa unita – gi� messa a dura prova dai "no" alla costituzione – rischia adesso di naufragare sui listini di Borsa. La raffica di opa di inizio anno, culminata nel braccio di ferro tra i big dell�energia, ha riacceso infatti nel continente il virus del protezionismo: Madrid � scesa in trincea – Zapatero in testa – per salvare Endesa dall�assalto dei tedeschi di Eon. A Roma – malgrado il precedente non proprio felice di Antonio Fazio – si fa a gara per raccogliere il testimone della battaglia per l�italianit� delle imprese. Parigi, un�autorit� nel settore, � arrivata al punto di alzare le barricate per difendere dallo straniero le acque minerali di Danone. E persino la matricola Polonia, malgrado i richiami di Bruxelles, fa la voce grossa per frenare la colonizzazione (indiziato Unicredit) delle sue banche.

                Questo nazionalismo di ritorno ha una spiegazione semplice: l�Europa della finanza e dell�industria – con pochi debiti e le casse piene – � pronta per avviare un consolidamento a colpi di fusioni e acquisizioni. Ma l�Europa della politica � rimasta indietro. E ogni nazione – nel timore di perdere potere e posti di lavoro – difende il suo diritto a indirizzare il processo. Il braccio di ferro sull�energia � la fotografia pi� fedele di questo caos legislativo-finanziario. Tutti i colossi del settore – molti ancora semi-pubblici – pretendono mano libera per comprare all�estero. Ma nessun paese � disposto a cedere il suo campione elettrico. Eon vuol scalare Endesa? Madrid – con un provvedimento bipartisan – vara una legge ad hoc per scoraggiare i tedeschi. Enel strizza l�occhio a Suez? Parigi risponde spingendola verso le nozze con Gaz de France e congelando le intese commerciali con Enel. Un impegno solenne preso un anno fa dalla Francia in cambio dell�ok all�ingresso di Edf in Edison.

                Bruxelles ha le armi spuntate: fa un po� di moral suasion, minaccia azioni legali contro golden share e pillole avvelenate. Ma i ritorni sono pressoch� nulli. E il risultato � sotto gli occhi di tutti: i paesi, Francia in testa, che hanno protetto da anni i loro "campioni nazionali" e quelli difesi da sistemi solidi e coesi (come la Germania) sono in pole position nella partita per ridisegnare la mappa del potere economico continentale. Altri come la Spagna stanno recuperando il terreno perduto. Madrid ha favorito e pilotato il consolidamento domestico delle sue imprese. E oggi raccoglie i frutti oltrefrontiera: Telefonica ha comprato l�inglese O2, Santander la Abbey, Ferrovial corteggia gli aeroporti di Londra.

                L�Italia � l�anello debole della catena. Ha un capitalismo gracile, banche divise (e non certo aiutate dai no di Fazio alle fusioni degli ultimi anni) e una politica che raramente ha messo gli interessi del sistema paese in cima all�agenda. La penisola cos� � terra di conquista. Il rapporto con la Francia � sintomatico: Parigi ha colonizzato la nostra grande distribuzione, da Gs alla Sma e il lusso (Fendi e Gucci). Ha preso molti marchi della nostra tavola, da Galbani a Invernizzi. � in forcing sulla finanza: Bnp punta a Bnl, Agricole ha rilevato Nextra e corteggia Intesa, Bollor� & C. vegliano su Generali e Mediobanca. Dal 2004 ha fatto shopping in Italia per 17 miliardi mentre in senso opposto gli acquisti sono stati 500 milioni.

                La reciprocit� tra i due paesi – come dimostrano le cifre e la vicenda Enel-Suez – � una chimera. Politica e impresa in Francia si muovono in virtuosa sinergia, anche perch� i protagonisti su entrambi i fronti escono quasi tutti dalle aule dell�Ena, l�esclusiva scuola di pubblica amministrazione. Un protezionismo "dolce" che funziona da anni, aiutato da leggi come quella che ha indicato 10 settori off-limits per gli stranieri (dalla difesa alle biotecnologie fino ai casin�) o come le poison pill anti-Opa appena approvate. Un cattivo esempio per chi crede al libero mercato. Ma un esempio che funziona: nel 2005 i francesi hanno rilevato aziende estere per 60,6 miliardi (+157%) mentre i blitz stranieri nell�Esagono sono stati pari a 25 miliardi. Parigi ha salvato da opa sgradite Alstom, Sanofi ed Eramet. E ora � pronta a una crociata per riconquistare lo Champagne Taittinger, finito agli americani. Non c�� da stupirsi, visti i risultati, che la voglia di protezionismo stia facendo tanti proseliti in giro per l�Europa.