Torna il «porta a porta»

02/06/2004

        sezione: ECONOMIA ITALIANA
        data: 2004-06-01 – pag: 18
        autore: VINCENZO CHIERCHIA

        Avedisco: balzo dell’8,4% delle vendite dirette nei primi tre mesi
        Torna il «porta a porta»

        MILANO • Il business delle vendite porta-a-porta è in recupero dopo un lungo periodo di difficoltà. Il 2003 è stato archiviato con una crescita del business pari al 4,2% rispetto all’anno precedente, sottolinea l’osservatorio dell’Avedisco, l’associazione che raggruppa le 34 principali aziende del settore, di cui molte multinazionali, sulle oltre cento totali. Nel primo trimestre di quest’anno è stata poi rilevata una crescita dell’8,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in pratica è stato rilevato un tasso di incremento del business doppio rispetto alla media dello scorso anno.

        Il giro d’affari del settore della vendita diretta si aggira oggi intorno a quota 1,1 miliardi di euro l’anno. Nel primo trimestre 2004 i ricavi sono stati pari a circa 312 milioni. A tirare la volata sono state, in questo primo scorcio del 2004, le vendite porta-a-porta dei beni durevoli per la casa (+16,1%) un mercato da circa 600 milioni di euro nel 2003. In crescita anche le vendite di beni di consumo (+13,6% nella prima parte di quest’anno) mentre è risultato in caduta libera il comparto dei prodotti tessili (-40%).

        In Europa il giro d’affari della vendita diretta si aggira sui 7,5 miliardi di euro. I due Paesi leader al mondo nel porta-a-porta sono gli Usa (28 miliardi di dollari e 10 milioni di vebnditori) e il Giappone (24 miliardi di dollari ma con soli due milioni di addetti).

        Come ha sottolineato il presidente di Avedisco, Enrico Festa, il business della vendita diretta dà lavoro a circa 170mila persone, e potrebbe creare occasioni di impiego per altri 40mila addetti alla presentazione dei prodotti a domicilio, per lo più donne.

        «Il Governo è impegnato a sostenere il settore — ha commentato il ministro del Welfare, Roberto Maroni —. Tant’è che di recente è stata fissata in 5mila euro la soglia base di esenzione previdenziale per chi opera, in maniera saltuaria per lo più, nel settore. Nei prossimi giorni un tavolo tecnico potrà chiarire i punti ancora in sospeso con Inps ed Enasarco. Inoltre sarebbe auspicabile l’approvazione in tempi molto rapidi, da parte del Parlamento, della legge quadro sulla vendita diretta oggi all’esame della Camera. È un passaggio chiave per fare chiarezza sulle vendite piramidali che rappresentano una seria minaccia per i consumatori».