Torino. «Vigilante? Meglio fare il commesso»

12/07/2004



DOMENICA 11 LUGLIO 2004
 
Pagina IV – Torino
Parla Nico, 52 anni, da venticinque guardia giurata alla Mondialpol
«Vigilante? Meglio fare il commesso»
" E´ un mestiere ingrato, molto pericoloso e sottopagato"

SARA STRIPPOLI

«Nessun dubbio, molto meglio fare il commesso. Chi ha potuto cogliere l´occasione di andarsene l´ha fatto ed è molto più contento di prima». Vita dura quella della guardia giurata, in vent´anni posti dimezzati, forti pressioni per lavorare in straordinario fino a 14 ore, una giornata intera trascorsa in sgabuzzi angusti, al freddo o al caldo, crescita delle malattie professionali, stress a mille, ogni tanto la notizia di un collega vittima per rapina. E poi la responsabilità personale per porto d´armi e decreto prefettizio, «se c´è una denuncia chi paga alla fine non è mai la ditta ma il lavoratore». Insomma, un mezzo inferno. Per di più sottopagato.

Nico Marianini, ha 52 anni, una moglie impiegata alle poste, due figlie che vivono ormai fuori casa, 25 anni di onesto servizio alla Mondialpol come portavalori. A fine mese per lui – livello quarta super, il massimo raggiungibile – ci sono in busta 850-900 euro netti, per lei 1000. «Non si naviga nell´oro ma si sopravvive. Diverso è per chi ha una famiglia e un solo stipendio». Scatti? Pochi, 18 euro circa ogni tre anni, solo 6 nell´arco di un´intera carriera. Il suo motto è resistere, di fare 14 ore al giorno non ci pensa neppure: «ma in qualche modo sono un privilegiato, me lo posso permettere. I miei colleghi, quelli che devono guadagnare di più sono costretti ad accettare e finiscono in un tunnel allucinante, con orario 6-20 continuato, senza pausa. Il livello di qualità della vita così tocca davvero il fondo»

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Ogni mattina Nico Marianini esce alle 6 – ma fino a pochi anni fa erano le 5 – nella sua tabella di marcia 4 o 5 consegne al giorno nella zona di Milano, 380 chilometri circa al giorno, lunghe code in autostrada quando va male, ora di rientro spesso indefinita, legata com´è alla situazione del traffico. La stanchezza a fine giornata si fa sentire. Con questo sciopero, racconta, i vigilantes come lui -portavalori ma anche sorveglianti in istituti di credito, negozi o privati – chiedono un aumento in busta paga «pochi euro», condizioni di lavoro accettabili, maggiore sicurezza «già un eccessivo numero di ore al giorno costituisce di per sé una ragione di pericolo».

La categoria questa volta è davvero scoppiata. Prima di Natale c´era stata una giornata di sciopero ma non aveva avuto la stessa adesione massiccia di questi giorni: «è evidente che non ce la facciamo più, condizioni troppo svantaggiose per un lavoro di ordine pubblico come il nostro». La mobilità è una chimera: «il mercato è in continuo calo, vent´anni fa alla Mondialpol eravamo 728, adesso siamo soltanto 315».

Una lenta decadenza: più carte di credito, più operazioni on-line, banche e aziende private che optano per un costoso antifurto per ottimizzare i costi complessivi: «ci sono davvero poche chance di vivacizzare la richiesta di figure professionali come le nostre». Non resta che cercare lavoro altrove: «quante volte ci ho provato. Non ci sono riuscito, come titolo ho la licenza elementare e più si va avanti con l´età più il sogno sfuma. I giovani che possono lo fanno. Se trovano vanno nei supermercati, fanno i commessi. Non c´è confronto».