Torino. Sedotti dal mettersi in proprio

14/06/2007
    giovedì 14 giugno 2007

    Pagina XI – Torino

      Sedotti dal mettersi in proprio

        Cresce l’esercito dei disoccupati diventati imprenditori

          DIEGO LONGHIN

            Mettere a frutto la propria esperienza per inventarsi un lavoro. Dal 2003 ad oggi è significativa la percentuale di disoccupati che hanno avviato un´impresa grazie al servizio Mip della Provincia di Torino: poco più del 25 per cento. In pratica un quarto dei neo-imprenditori che ha sfruttato lo sportello «Mettersi in Proprio» era senza lavoro, a causa anche della crisi. Altra fetta significativa, 10%, è rappresentata da persone in difficoltà, come cassaintegrati, co.co.pro e tirocinanti. Attraverso il Mip hanno deciso di ricercare una stabilità, rischiando, piuttosto che continuare ad essere flessibili o, ancor peggio, precari.

            L´impresa diventa quindi una risposta per chi è rimasto senza lavoro. Uno dei temi affrontati nella due giorni, ieri ed oggi, della seconda edizione di «Voglia di Impresa»: workshop, meeting e tavole rotonde sulle opportunità di far nascere aziende. L´appuntamento è al Molecular Biotechnology Center di via Nizza 52.

            In tutto sono più di 600 le aziende avviate dal 2003, anno in cui il servizio è entrato in funzione. Imprese, medio-piccole, che occupano più di 1.100 addetti. Ma i progetti imprenditoriali passati sotto gli occhi degli esperti del Mip sono stati più di 6.500, scremando tra gli oltre 25 mila aspiranti imprenditori che hanno bussato alle porte dello sportello. «La differenza sta nella selezione – spiega Giuseppina De Santis, assessore alle Attività Produttive di Palazzo Cisterna – il servizio è concepito come un accompagnamento. Gli aiuti economici sono importanti, ma ancor di più il sostegno dei tecnici. Si parte dall´elaborazione del business plan e si arriva a seguire l´azienda nei primi due anni di vita. Per questo è adatto a seguire persone, come i disoccupati, che hanno l´idea ma non i mezzi per trasformarla in realtà. Per questo anche chi non ha poi realizzato il suo progetto esprime un giudizio positivo sul Mip».

            Entro l´autunno verrà definito il nuovo servizio, in base alla disponibilità dei fondi europei, ma non solo. «Cercheremo di capire tutto ciò che il sistema mette a disposizione a livello di contributi e servizi, come ad esempio gli incubatori, con cui si sta già lavorando insieme – spiega De Santis – il Mip andrà a coprire i buchi, ciò che gli altri non offrono, caratterizzandosi sempre più come un servizio di tutoraggio».