Torino. Rottura tra Testa e sindacati

24/05/2004

TORINO

SABATO, 22 MAGGIO 2004
 
Pagina IX – Torino
 
Rottura tra Testa e sindacati
 
Salta la trattativa sugli esuberi nella sede torinese
 
L´azienda conferma comunque la sua intenzione di restare sotto la Mole. All´inizio di giugno il confronto si sposterà in Regione
 
DIEGO LONGHIN
    Saltata definitivamente la trattativa tra l´Armando Testa, la più importante agenzia italiana di pubblicità, e i sindacati sul piano di ristrutturazione avviato a fine marzo dal marchio torinese. Ieri mattina, dopo quasi due mesi di incontri, si era raggiunta una bozza di accordo sugli esuberi, scesi dagli 81 iniziali, su 358 dipendenti complessivi, a circa 50. Un documento che prevedeva licenziamenti incentivati, visto che i lavoratori non hanno diritto alla mobilità perché l´azienda non ha versato i relativi contributi, e ricollocazione di parte del personale non disposto a lasciare.
    Alla fine il solco tra la società di via Luisa del Carretto 58, dove sono concentrati tutti i tagli, e Cgil, Cisl e Uil si è nuovamente allargato. Non è solo una questione di numeri, ma di prospettive di sviluppo della sede torinese dello storico marchio, nato nel 1937 e guidata da Marco Testa, figlio del fondatore Armando. «L´azienda ha usato un pretesto per far saltare tutto ? sottolinea Nicola De Filippis della Filcams-Cgil ? attaccandosi al caso di due lavoratori non più disposti a lasciare con gli esodi incentivati e riproponendo gli esuberi iniziali, licenziando così circa 30 persone. Non è nemmeno disponibile a sottoscrivere un impegno formale a mantenere l´attività a Torino. Da parte della Testa non c´è volontà di chiudere la trattativa» . La paura dei sindacati è che dopo questa prima cura dimagrante si arrivi ad uno smembramento e ad una chiusura della sede di via Luisa del Carretto. «Ci è stato detto anche durante la trattativa ? rimarca Roberto Ranieri della Fisascat-Cisl ? dai rappresentanti dell´azienda. Senza un accordo i vertici potrebbero anche decidere di trasferire tutto negli uffici di Roma e Milano» .
    Ma l´Armando Testa, che a livello nazionale occupa 620 persone è ha un giro d´affari di 75 milioni di euro, smentisce qualsiasi intenzione di abbandonare la Mole. «Nonostante l´impegno dei rappresentanti sindacali e dell´azienda ? si legge in una nota ufficiale ? non è stato possibile raggiungere un accordo nella prima fase della procedura. La richiesta di limitare le uscite del personale non avrebbe ottenuto il risultato di realizzare un´organizzazione aziendale più efficiente e competitiva della sede di Torino che comunque resterà la più importante e la più grande del gruppo» .
    Il piano di ristrutturazione è stato deciso per far fronte alla perdita di un cliente storico, la Mulino Bianco. Dopo 13 anni la Barilla ha affidato le sue campagne Mc Cann Erickson. Un duro colpo per l´azienda, trovandosi con 80 milioni di budget in meno da gestire. A ciò si aggiunge che lo stato di salute del settore, vista la crisi generale, non è dei migliori. Da qui la necessità di ridurre i costi, eliminando alcuni servizi non più richiesti, e varando un programma di riassetto che colpisce solo Torino, lasciando fuori Roma e Milano, dove già in precedenza c´erano stati alcune riduzioni di personale attraverso tagli "chirurgici".
    Rotto il tavolo, ora il confronto si sposta in Regione, dove è già stato fissato un incontro per il primo giugno. «Forse ? dice Tom Dealessandri, assessore al lavoro del Comune ? ci sono ancora gli spazi per trovare un accordo. Certo, non avere a disposizione degli ammortizzatori rende tutto più difficile, ma non credo che la Testa, viste le dichiarazioni, voglia davvero lasciare Torino» . C´è tempo fino al 12 giugno, dopo l´azienda potrà far partire le lettere di licenziamento.