Torino. Riuscito lo sciopero del carrello

19/11/2007
    domenica 18 novembre 2007

      Pagina XIX – Torino

        Capireparto e direttori alle casse, ma a metà giornata gli scaffali sono senza rifornimenti

          Riuscito lo sciopero del carrello
          La spesa del sabato a singhiozzo

            In settecento sotto la sede dell´Ascom: "Non si rendono conto che c´è un nodo salario: 78 euro non è una richiesta folle" Secondo i sindacati l´adesione degli addetti è stata attorno al 70% "La risposta più forte che potevamo dare"

              DIEGO LONGHIN

              Capireparto e direttori di supermercati per un giorno si sono trasformati in cassieri per evitare di abbassare le serrande, cercando anche di mettere in ordine gli scaffali, mezzi sguarniti per la mancanza di rifornimenti. Lo sciopero dei lavoratori del commercio per far ripartire la trattativa sul contratto per i sindacati è stato un successo. Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil parlano di una partecipazione a Torino tra il 70 e l´80 per cento degli addetti nelle più importanti catene, dal Crai a Gs, da Bennet a Carrefour e Panorama. «Si tratta della risposta più forte che i lavoratori potessero dare alla Confcommercio», sottolinea Elena Ferro, segretaria della Filcams-Cgil. A Torino lo sciopero si legava anche ad una vertenza aperta con il gruppo Carrefour che vuole licenziare 56 persone nel punto vendita di corso Grosseto. Mobilità che non convince i sindacati visti i risultati del supermercato e la nuova apertura di Rivalta. «Si tratta di addetti che possono essere riassorbiti», aggiunge Ferro.

              Per i sindacati risultati buoni anche nelle catene più piccole. Un esempio? Zara, dove la metà delle commesse, poco inclini agli scioperi, ha deciso di aderire all´astensione. Molti si sono dati appuntamento davanti alla sede dell´Ascom, in via Massena, per chiedere un incontro con i vertici dell´associazione. «Più di 700 persone – racconta Cosimo La Volta, responsabile della Uiltucs-Uil – un vero successo». I lavoratori hanno poi deciso di sfilare per le vie attorno agli uffici dell´associazione, bloccando la circolazione in corso Stati Uniti. «Non ci hanno voluto ricevere – aggiunge La Volta – non si rendono conto che esiste un problema salario, che i consumi crescono se si aumentano gli stipendi. La nostra richiesta, 78 euro sul biennio, non è folle, ma in linea con l´aumento del costo della vita. Confcommercio parla di produttività, peccato che poi tutti i contratti integrativi, dove si ragiona di produttività, vengano disdetti e non rinnovati perché le aziende non vogliono affrontare il problema».