Torino resiste al calo di consumi

13/01/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
009, pag. 6 del 11/1/2003
Vitaliano Bo

Nel 2002 registra un incremento di 642 attività.
Torino resiste al calo di consumi

Il calo dei consumi non deprime il commercio a Torino che nei primi dieci mesi del 2002 ha registrato un incremento di 642 attività commerciali, di cui 69 alimentari, portando così il saldo dal 1999 a +2.300 punti vendita. Un risultato commentato positivamente dal presidente dell’Ascom di Torino e provincia, Giuseppe De Maria, che ha sottolineato come questo sia avvenuto anche per effetto della liberalizzazione del settore introdotta dalla Bersani. Il saldo tra cessazioni e nuove aperture a Torino, relativo al 1998, del resto, evidenziava un preoccupante -66 unità a cui già nel 1999, con l’entrata in vigore della riforma del commercio, si opponeva una crescita di ben 697 attività. I dati diffusi dall’Ascom nel report annuale sul commercio piemontese mettono poi in luce una crescita significativa, in provincia di Torino e nel resto della regione, dei cosiddetti esercizi di vicinato, con una superficie inferiore ai 150 metri quadri nei comuni con meno di 10 mila abitanti e inferiore ai 250 metri quadri nei comuni con più di 10 mila abitanti. Tra gennaio 2000 e settembre 2002, su 7.739 nuovi punti vendita che hanno iniziato la loro attività, i piccoli negozi di vicinato sono stati il 97,5%, pari al 73,6% della nuova superficie vendita complessivamente creata (503.757 mq). Alla crescita delle attività si accompagna inoltre, in tutto il Piemonte, un significativo incremento del numero degli addetti.

Dal confronto della situazione piemontese tra i mesi di gennaio e luglio dello scorso anno, sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro, emerge un aumento della forza lavoro di 2 mila unità, con una forte prevalenza della componente maschile (+5 mila) a discapito di quella femminile (-3 mila). In crescita è inoltre la componente del lavoro dipendente (+5 mila unità, pari a un +4,1%) rispetto al lavoro autonomo (-2,1%). Con riferimento ai settori merceologici trattati dai nuovi esercizi commerciali va infine evidenziata la sostanziale stabilizzazione degli esercizi alimentari dopo il boom registrato nel 1999: nel 2002 le nuove aperture sono state 181, a fronte di 112 cessazioni.

Su questo quadro tutto sommato roseo del commercio piemontese, pesa però come un macigno la situazione di Torino città, sconvolta dai grandi cantieri della metropolitana e del passante ferroviario, problema su cui De Maria invita le istituzioni locali a prendere provvedimenti urgenti a favore della categoria.