Torino. Prezzi, in bilico il “modello Torino”

01/10/2004

          TORINO

            venerdì 1 ottobre 2004

            Pagina V-Torino

            I dubbi di sindacati, consumatori e Confesercenti: servono fatti concreti
            Prezzi, in bilico il "modello Torino"
            Ma l´Ascom va avanti: noi partiamo

            Sanna: "Troppe chiacchiere, è ora di passare presto dalla teoria alla pratica"
            De Maria: "Vogliamo dare un segno di buona volontà. Le perplessità sanno di politica"


            SARA STRIPPOLI

            Tutti cauti adesso, gli stessi che soltanto due settimane fa si mostravano soddisfatti e sorridenti per il lancio del «modello Torino». La Confesercenti mercoledì ha minacciato di uscire dal patto sul contenimento dei prezzi, peraltro niente affatto firmato al momento della notizia alla stampa. E tutto è da definire anche ora che è giunto il momento di capire in quali provvedimenti si concretizzi la partecipazione delle parti coinvolte nella proposta. A conferma che quando si passa dalla teoria alla pratica, i discorsi nebulosi sul tema del caro-prezzi rivelano invece tutta la complessità sottesa alla possibilità di conciliare libero mercato con iniziative di controllo dei prezzi. Nell´incontro di due giorni fa in Camera di Commercio il Comune, per voce dell´assessore Elda Tessore, e la Provincia, con Giuseppina De Santis, hanno infatti precisato che poco o nulla potranno fare gli enti locali se il governo non dimostrerà che l´impegno assunto dal ministro Siniscalco è reale, in termini di contributi e di proposte.

            Ieri la Cgil ha richiamato l´attenzione sull´accordo Ascom dell´ottobre 2003 cui avevano aderito anche Comune e Provincia con patrocinio e sponsorizzazioni: «Un piano in larga parte inapplicato – dice Piero Pessa, che ha partecipato ai tavoli di discussione – Siamo d´accordo che è opportuno chiedere al governo di mettere nero su bianco le sue proposte, ma è altrettanto evidente che anche gli enti locali possono fare la loro parte. L´osservatorio sui prezzi ad esempio è fondamentale come strumento di verifica». Per l´Associazione Consumatori Piemonte Gavino Sanna in un comunicato ricostruisce l´intera operazione 2003 e 2004 per concludere con un affondo: «Serietà imporrebbe un rapido passaggio dalle roboanti dichiarazioni in sala stampa ai fatti concreti, dando immediato avvio ai tavoli tecnici che in tempi brevi dovranno presentare proposte su ciascuno dei quattro punti previsti dall´accordo. A quel punto chi è favorevole sottoscriverà e inizierà a lavorare, gli altri avranno diritto di cronaca».

            Confuso fra tante voci ora discordanti (che dice di non comprendere a fondo), il presidente dell´Ascom Giuseppe De Maria non molla e rilancia la disponibilità dell´Ascom ad andare avanti: «Noi partiamo. A Torino i commercianti sembravano i più cattivi d´Italia, abbiamo ritenuto importante dare un segnale di buona volontà. Duecento supermercati Crai, 300 in tutto il Piemonte, avviano lo sconto del 2 per cento su 600 prodotti con decorrenza 1? ottobre e buona parte delle sigle della grande distribuzione accoglie la proposta di bloccare i prezzi fino a dicembre. Le perplessità che stanno emergendo hanno con tutta probabilità una coloritura politica, forse spaventa sottoscrivere un protocollo d´intesa con il governo». De Maria incalza: «Non l´ho chiamato io Siniscalco. È venuto, ha ascoltato, ha detto di essere intenzionato a partecipare una volta al mese ai tavoli tecnici. Ci ha chiesto soltanto di lasciar passare il periodo degli impegni per Finanziaria ed Ecofin. Quando sarà libero gli sottoporremo la bozza di documento che abbiamo preparato e verificheremo la concretezza della sua adesione».

            «Una cosa è un accordo sperimentale su un territorio limitato sul quale ci dovrebbe essere un controllo serio dei risultati – puntualizza il presidente dell´Ascom, che sottolinea i buoni risultati raggiunti con i recenti dati sull´inflazione – altro è invece pretendere di mettersi a discutere con il ministro di politica dei redditi come vorrebbero fare Comune e Provincia. Così si vola troppo alto, al di là delle nostre competenze».

            Confesercenti ieri ha espresso nuovi dubbi sulla domanda di apertura di tre centri commerciali presentata dalla Juventus alla Regione. Sotto accusa l´aera alimentare compresa nel progetto: «Il Comune ci aveva assicurato che nell´area sarebbero sorte solo attività di tipo extra alimentare. Il progetto presentato non tiene in alcun contro l´impatto ambientale».