Torino: Otto nuovi alberghi per la città olimpica

13/06/2001

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Torino
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Otto nuovi alberghi
per la città olimpica

Ma il turismo invernale è in grave crisi

GINO LI VELI


Almeno trequattro nuovi alberghi a Torino e altrettanti in alcuni Comuni dell’hinterland (Collegno, Rivoli, Moncalieri, Rivalta). Così il Toroc, il comitato organizzatore dei Giochi olimpici invernali del 2006, in collaborazione con Regione, Provincia, Comune e l’Itp, l’agenzia che si occupa di far arrivare nuovi investimenti in Piemonte, prova a risolvere la carenza di posti letto (5000 secondo una prima stima) in vista dell’appuntamento olimpico. Ma una più efficiente struttura ricettiva (che passa anche per la ristrutturazione di vecchie strutture) servirà alla città al di là dell’evento a cinque cerchi, se decollerà il progetto di far diventare Torino una forte meta turistica e di convegni d’affari (tre milioni di visitatori è l’obiettivo per il 2005). I primi segnali sembrano confortanti, stando alle nuove statistiche sulle presenze turistiche nel 2000, prodotte ieri dalla Provincia (in città sono complessivamente aumentate del 2,6 per cento). Ma segnali preoccupanti arrivano dalle località di montagna. In Val di Susa e nel Pinerolese l’anno scorso c’è stato un calo di turisti pari all’8,2 per cento rispetto all’anno precedente. A snobbare quei centri sono stati soprattutto gli stranieri (meno 18,4).
In attesa di una nuova strategia che rivitalizzi l’appeal delle montagne torinesi (che fanno il pieno soltanto due mesi all’anno), tutte gli enti coinvolti nell’avventura olimpica, lavorano su quella che non ha ancora i contorni dell’emergenza, ma che rischia di diventarlo: la capacità di sistemare adeguatamente, nel 2006, atleti, operatori dell’informazione, membri del Cio, sponsor: in tutto un fabbisogno di 21 mila posti letto. I 3.500 atleti e i circa diecimila giornalisti troveranno posti nei rispettivi villaggi da costruire al Lingotto e ai Mercati generali. Per tutti gli altri si cercano nuove soluzioni. Alcuni Comuni dell’area metropolitana hanno fatto sapere al Toroc di avere già avviato le pratiche per costruire nuovi alberghi o ristrutturare antichi edifici: Rivoli (che pensa di risistemare Villa Melano), Rivalta, Collegno e Moncalieri. Prima dello scioglimento del Consiglio comunale, l’assessore torinese all’urbanistica Mario Viano aveva individuato una mappa delle necessità in campo alberghiero. Al Lingotto («cuore» dell’accoglienza olimpica), si prevede l’ampliamento del Meridien (arriverà a 400 stanze) e un hotel a quattro stelle sull’area che le Ferrovie dismetteranno. Potrebbe gestirlo e realizzarlo la società del centro fiere. Permanendo le incognite sull’operazione di rinascita del Filadelfia (che prevedeva anche la costruzione di un albergo), si stanno studiando altre opzioni. Una nuova realizzazione potrebbe sorgere sulla cosiddetta «spina 3»: sull’area Rinnovamento Dora si ipotizza un hotel a quattro stelle con 150 camere. In centro sembra definitivamente tramontata la possibilità di trasformare in un albergo il grattacielo Rai di via Cernaia: troppo costosi i lavori per eliminare l’amianto dall’edificio. In alternativa, si pensa ad un nuova costruzione nella zona di Porta Susa, area strategica con la metropolitana e il passante ferroviario. Altre proposte sono arrivate in Comune nelle settimane scorse: il gruppo Garosci, in compagnia di operatori francesi, sarebbe disponibile ad allestire una struttura da 80 posti nell’area «Nodo Stura».

Ma non si pensa soltanto a nuove costruzioni: si lavora sulla riqualificazione del patrimonio di alberghi a tre stelle, che per ora non corrispondono ai requisiti Cio. Sarà uno dei temi di lavoro del gruppo di assessori (Sestero, Viano, Peveraro, Ortolano, Alfieri Montabone) guidato da Elda Tessore, costituito ieri dalla giunta di Sergio Chiamparino. Avrà il compito di seguire e coordinare il piano d’interventi necessari per le Olimpiadi 2006.