TORINO NUOVA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DEGLI APPALTI STORICI DELLE SCUOLE

15/10/2013

15 ottobre 2013

Torino nuova mobilitazione dei lavoratori degli Appalti Storici delle Scuole

Il 14 ottobre si è svolto un presidio di 200 lavoratori delle cooperative sociali e delle imprese degli Appalti Storici delle Scuole della Provincia di Torino sotto gli uffici della Prefettura di Torino

La mobilitazione è legata all’andamento della trattiva nazionale sugli Appalti Storici-ex Lsu che vede il MIUR (Ministero dell’Istruzione) fortemente intenzionato a parificare la spesa sugli appalti di pulizia e sorveglianza delle scuole al costo del personale Ata accantonato, cioè non assunto in virtù degli appalti in essere.
Se la logica del MIUR passa i nuovi appalti nella Regione Piemonte, che dovrebbero partire dal 1 dicembre, inizieranno con tagli fino al 50% per istituto.
Nella Regione Piemonte si parla di 1200 operatori, 700 nella Provincia di Torino, di cui il 45% sono costituiti da personale svantaggiato, difficilmente ricollocabile nel mercato del lavoro, ancor più nell’attuale situazione di crisi. Il rischio è di vedere su questo settore abbattersi una nuova ondata di licenziamenti, taglio delle ore, riduzioni dei salari con pesanti ricadute sociali ed economiche.

Ricordiamo che questo settore è già stato colpito nel 2010 dai tagli del 25% della Gelmini. Recentemente col Decreto del Fare del presente Governo si è aperta la strada ad ulteriori tagli sugli appalti nei servizi delle Scuole con la finalità di risparmiare risorse al fine di finanziare altre attività nelle scuole.

Una importante delegazione di lavoratori e delle organizzazioni sindacali è stata ricevuta a fine giornata dal Vice-Prefetto di Torino che si è impegnato a produrre una nota informativa al Governo, al Ministro dell’Istruzione, al Ministro del lavoro, al Ministro degli Affari Sociali in merito a questa situazione specifica del Piemonte, nonché ad attivare un tavolo di crisi regionale fra i vari attori istituzionali piemontesi al fine di far fronte ad un eventuale taglio su questi appalti.

I sindacati si sono impegnati a mantenere aperta la mobilitazione all’interno dello stato di agitazione, con nuove iniziative nelle prossime settimane.