Torino. L’autodifesa dei precari

21/10/2005
    venerdì 21 ottobre 2005

    Pagina IV – Torino

      IL CASO

        A Torino sono in 14mila i lavoratori con la partita Iva: in due anni sono cresciuti di un quarto

          L’autodifesa dei precari

            La Cgil: corsi per diventare sindacalisti di se stessi

              "Vogliamo insegnare loro a tutelarsi, a imparare a spuntare qualche soldo in più"
              Lunedì, giorno di mobilitazione, saranno proiettati due film sul tema della flessibilità

                DIEGO LONGHIN

                  Dei corsi per diventare sindacalisti di se stessi. E´ l´ultima idea della Cgil, del Nidil e dell´Attiva di Torino per combattere il precariato e lo sfruttamento. Una serie di lezioni dedicate a quelle migliaia di persone che negli ultimi due anni, dopo l´entrata in vigore della legge Biagi, sono state costrette dalle aziende ad aprire una partita Iva per continuare a lavorare. Corsi dove gli si insegna a tutelarsi, a mettere in piedi una trattativa per spuntare qualche soldo in più nel rinnovo nei contratti e a non dire "sì" senza sapere a quello che si va incontro, visto che non che non c´è una struttura sindacale, come per i dipendenti, che possa supportare il collaboratore.

                  Dal 2002 al 2004 il numero di partite Iva aperte in Piemonte sono cresciute di un quarto, quasi 5 mila in più. Nella sola provincia di Torino sono aumentate del 27,5 per cento, oltre 3 mila in più. «In gran parte non sono professionisti classici – dice Mimmo Lacava dell´Attiva-Cgil – ma collaboratori che hanno dovuto prendere la partita Iva. Persone che non hanno un grande giro di affari e che di botto si trovano in un mondo sconosciuto, fatto di registri contabili, di versamenti trimestrali e di fatture. Per questo si è deciso di aprire un settore dedicato a loro, prendendo in carico la contabilità, promuovendo dei corsi per consentirgli di diventare sindacalisti di se stessi».

                  Tutto questo sarà gestito dall´Attiva, società della Cgil, in collaborazione con il Nidil, la categoria dedicata agli atipici. Iniziativa lanciata in vista del 24 ottobre, giornata di mobilitazione contro il precariato, a due anni di distanza dall´entrata in vigore della legge Biagi. «Un compleanno che in futuro non vorremmo più festeggiare – dice Loris Rossi, segretario del Nidil di Torino – con questa giornata vorremmo sottolineare la necessità di dare garanzie a questi giovani, a chi subisce le partite Iva». Persone che hanno un´età media di 30-35 anni, il 60 per cento laureati. La metà svolge una professione intellettuale: formatori, traduttori, ricercatori, archeologi. Il 40 per cento attività tecniche: informatici, web designer, fotografi, assistenti sociali, fisioterapisti ed infermieri. L´80 per cento ha un solo rapporto di lavoro ed è per questo che in media il 40 per cento vive ancora con i genitori, non avendo la possibilità di farsi una famiglia, e guadagna meno di mille euro al mese. «Il paradosso è che dopo aver tagliato sul lavoro dipendente ora si vuol risparmiare anche sugli atipici: con la Finanziaria gran parte dei 700 collaboratori pubblici di Comune e Provincia di Torino sono a rischio», aggiunge Rossi.

                    L´assistenza fiscale non sarà gratuita ma molto competitiva: circa 300 euro l´anno per la tenuta dei libri. «Non vogliamo metterci in contrasto con i commercialisti – dice Claudio Stacchini, presidente dell´Attiva e segretario organizzativo della Camera del Lavoro di Torino – ma sostenere le persone deboli, dargli voce, rappresentando il lavoro così com´è. Per questo, a breve, inaugureremo anche un ufficio dedicato alle badanti». Il Nidil sarà dotato anche di sportelli sparsi in provincia perché «è necessario tenere sotto controllo il precariato», spiega Vanna Lorenzoni, segretaria Cgil di Torino. Negli ultimi due anni sono quasi 58 mila i "nuovi" collaboratori a progetto, di cui 35.244 nel torinese. Lunedì sera in via Pedrotti 5, in occasione della giornata di mobilitazione, saranno proiettati due film che parlano di precariato: "Il vangelo secondo precariato" e "Sarò flessibile con te". Un modo diverso per affrontare il tema.