Torino. La terza forza del Real estate

19/02/2004

TORINO

GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina XVII
 
 
IL GRUPPO IN CIFRE
La "Sti" ha acquisito la romana Ge.Fi diventando uno dei primi gruppi italiani nel settore

La terza forza del Real estate
Da Pinerolo alla conquista dell´immobiliare
          Trecento dipendenti e un obiettivo: consolidarsi sul mercato italiano
          DIEGO LONGHIN


          Il Piemonte entra di peso nel mercato nazionale del real estate, i beni immobili. La Sti, società specializzata nella consulenza nella gestione del patrimonio, di attività e di servizi, ha acquistato la Ge.Fi. Fiduciaria Romana, il secondo operatore italiano del property management, nato nel 1983 per volere di Fiat, venduto poi nel 1995. Un bel colpo perché l´accordo permette all´azienda pinerolese, che ha un giro di affari di circa 25 milioni di euro, di ampliare i propri orizzonti, diventando un gruppo industriale di servizi, tra i primi in Italia.
          La vendita, realizzata in parte con un aumento di capitale sociale di Sti sottoscritto dai vecchi azionisti della Ge.Fi, ha sancito la nascita di una realtà che può contare su oltre 7 miliardi di euro di patrimonio gestito, grazie ai 62 mila immobili amministrati, e circa 800 clienti, nomi eccellenti come la presidenza del Consiglio, la Guardia di Finanza, i Carabinieri, numerosi enti locali, università, da Genova a Palermo, e istituti previdenziali, vedi l´Inpdap. Due i progetti innovatori: la gestione del servizio sicurezza degli immobili della Regione Piemonte e delle case popolari di Milano, sul fronte amministrativo e patrimoniale. Sono 300 i dipendenti che lavorano tra Pinerolo, Torino e le altre 20 filiali nazionali, mentre la Sti con questa operazioni raggiunge un giro d´affari di circa 65 milioni di euro. Anche il valore dei servizi progettati è elevato: 465 milioni di euro.
          Primi obiettivi? Consolidarsi in Italia, un mercato giovane che potenzialmente vale 117 miliardi di euro e che cresce con un ritmo del 5-10 per cento all´anno, e farsi i muscoli, nel giro di tre-quattro anni, per mettere piede all´estero, contrastando così le multinazionali del settore. «Con il controllo di Ge.Fi. abbiamo raggiunto un assetto interdisciplinare – spiega Ezio Bigotti, presidente di Sti – potendo contare su un ventaglio di servizi che vanno dalla consulenza, alla gestione del patrimonio, dalla finanza di progetto alla gestione della logistica e mobilità di ampie aree, passando per l´equity bancario. Un aspetto che ci rende unici rispetto a tutti gli altri nomi del settore» .
          La Sti così si candida ad aprire una "terza via" nel mercato del real estate, non volendo basare la propria crescita solo sugli aspetti finanziari, approccio tipico di un gruppo come Pirelli Real Estate. «Il nostro obiettivo non è comperare e gestire, accrescendo così il valore, ne partecipare esclusivamente alle gare di appalto, opportunità che nascono spontaneamente dal mercato. Meglio creare le occasioni, sviluppare partnership, attraverso società miste con gli enti, per gestire assieme il patrimonio immobiliare, i servizi, le attività, studiando nuove formule e modelli, creando sviluppo su territorio».
          Esempi? «Abbiamo già dato vita ad una società di gestione con la Regione Friuli, una con la Provincia di Savona, una con cinque comuni consorziati del parmense. Molte altre sono in via di definizione. E´ un modello che sta prendendo piede».
          Una formula innovativa di governance territoriale che, secondo i dati Ancitel, interessa già un bacino d´utenza di 1 milione e 500 mila utenti. «Cosi si valorizza la collaborazione tra pubblico e privato, esaltando le caratteristiche positive di entrambi» .