Torino. La crisi alleggerisce il carrello

09/03/2006
    gioved� 9 marzo 2006

    Pagina XIII – Piemonte Economia

      Fatturati pi� magri, concorrenza esasperata , blocco del turn over e mobilit�. Soltanto negli hard discount gli incassi lievitano

        La crisi alleggerisce il carrello

          Un 2005 da dimenticare per la grande distribuzione

            DIEGO LONGHIN

              Fatturati sempre pi� magri per la grande distribuzione a Torino, tranne che per gli hard discount, dove gli incassi lievitano. Anche nel 2005 i piccoli market di quartiere, i supermercati e gli ipermercati hanno patito, vedendo diminuire il loro giro di affari, mentre le catene con i prodotti stracciati stanno attirando sempre pi� clientela. A fare i conti in tasca alle principali insegne presenti in citt� e nell�area metropolitana ci ha pensato la Uiltucs, la categoria del commercio della Uil, sulla base dei dati forniti dalle stesse aziende.

              Il quadro � nero e a perdere di pi� sono le strutture grandi, con una superficie di vendita tra i 6mila e gli 11mila metri quadri. Ipermercati come Auchan, Carrefour, Panorama e Ipercoop che, al netto dell�inflazione, sommando i diversi fatturati, circa 8milioni al mese, hanno visto diminuire del 5,1 per cento i loro incassi. � andata leggermente meglio ai supermercati di quartiere, marchi Gs, Conad, Coop e Famyla, che hanno un�area commerciale di circa 800 metri quadri. La flessione negativa nel 2005 rispetto all�anno precedente � stata del 3 per cento con un fatturato medio mensile di 700mila euro. Quelli che hanno arginato di pi� le perdite sono stati i piccoli market, come Crai, D� per D� ed A&O, con una superficie di vendita inferiore ai 400 metri quadrati e un giro di affari medio mensile di 200mila euro. Il calo � stato dell�1,6 per cento.

              Cause principali del tonfo? �Sono due – dice Cosimo Lavolta della segreteria della Uiltucs, autore dell�indagine – il calo dei consumi, che incide maggiormente sul fatturato, e poi la forte competitivit�. Non si � fermata la corsa all�apertura di nuovi punti vendita e i gruppi giocano ormai a strapparsi i clienti. Ma la torta � sempre la stessa, anzi, negli ultimi tre anni � diminuita. Il numero di strutture � sproporzionato al numero di abitanti�. Un esempio pratico. L�ultimo Bennet aperto in zona Dora non ha generato nuovi volumi di affari ma, studiando i flussi, ha portato via clienti alla Coop del Parco Dora, al Carrefour di corso Montecucco e all�Auchan di Venaria. �Nemmeno le strategie adottate, come i primi prezzi, i prodotti a marchio e l�aumento delle aperture domenicali hanno invertito il quadro�, aggiunge Lavolta. Gli unici ad approfittare della situazione sono gli hard discount che, con i prodotti a prezzi stracciati, nel 2005 hanno incrementato i loro fatturati del 7,7 per cento. Catene come la tedesca Lidl.

              Nei primi due mesi dell�anno continua a persistere il segno meno. Per gli ipermercati di Torino a gennaio il calo del giro di affari � del 2,3 per cento, nessuna oscillazione per i supermercati. A febbraio, invece, il quadro si � ribaltato: meno 1,8 per cento per i supermercati, pi� 1,9 per cento per gli ipermercati.

                Situazione che per Lavolta si ripercuote anche sulle condizioni di lavoro, sempre pi� precarie, all�interno dei centri: �Blocco dei turn-over, crescita dei contratti a termine del 20 per cento, aperture di procedure di mobilit� e aumento del numero dei part-time rispetto ai full�.