Torino. Inflazione, una lotta a due velocità

15/10/2004

          NORDOVEST

            mercoledì 13 ottobre 2004

            sezione: NORD-OVEST – pag: 7
            CONSUMI • Bilanci contrastanti dell’accordo sui prezzi sottoscritto in settembre a Torino – In regione altre iniziative
            Inflazione, una lotta a due velocità
            Alcuni big distributivi già applicano sconti del 2% mentre restano in surplace strutture minori e una parte delle catene

            LORENZA MOZ l.moz@ilsole24ore.com

            Frenano gli entusiasmi sull’operazione "modello Torino", l’accordo siglato a fine settembre nel capoluogo piemontese tra associazioni del commercio, enti locali e il ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, che fa della città un centro pilota su scala nazionale per combattere il carovita. Sulla carta, le iniziative sono partite il 1 ottobre e la sperimentazione durerà sino al 31 dicembre, ma già qualcuno si dichiara deluso.

            «L’esperimento — sostiene Giovanni Del Giudice, vicepresidente della Federconsumatori Piemonte — sta andando così e così. Si è attivata solo la parte delle imprese commerciali, mentre latitano governo ed enti locali, che pure avevano manifestato l’intenzione di adoperarsi per il buon esito del test».

            Tra i primi a muoversi, la grande distribuzione, a iniziare Coop, Carrefour e la Crai, con i suoi 300 punti vendita (il 10% di quelli esistenti in Italia). «Non solo i nostri supermercati — dice Giuseppe Bezzo, presidente della Crai Nord-Ovest — hanno diminuito del 2% i prezzi dei 680 prodotti a marchio, ma hanno subito riscontrato un aumento dei consumi».

            Quello che traspare, al di là dei singoli spunti, è che si sta innescando l’effetto-trascinamento, ossia l’adeguamento spontaneo al ribasso dei listini da parte di operatori non direttamente coinvolti nell’operazione. «C’è l’esempio di una grande azienda di caffé piemontese — testimonia Bezzo — che nell’arco della stessa settimana prima ha annunciato un aumento dei listini del 5% poi che li avrebbe bloccati sino alla fine dell’anno».

            Non estraneo alla scelta è probabilmente l’invito di Centromarca, l’associazione che riunisce i maggiori marchi alimentari in Italia, ai propri aderenti di tenere i prezzi fermi sino al gennaio 2005.

            I segnali positivi, quindi, non mancano ed è presto per fasciarsi la testa: occorre rispettare anche i tempi tecnici perché l’iniziativa marci a pieni giri. Almeno secondo Giuseppe De Maria, presidente dell’Ascom torinese: «A pochi giorni dall’iniziativa — sostiene — già contavamo sull’adesione degli oltre 600 prodotti a marchio della catena Crai. La stessa grande distribuzione aderente alla Faid ha dichiarato la piena disponibilità, anche se al momento non ha presentato progetti precisi. I negozi al dettaglio, poi, presto parteciperanno al programma, offrendo singoli prodotti a prezzi particolarmente vantaggiosi.

            Ma per Valentino Boido, presidente della Confesercenti di Torino e provincia, la verità è un’altra: «Il "modello Torino" sta arrancando — commenta — soprattutto perché il governo non fa gioco di squadra: non ci dà rassicurazioni su tariffe e fisco e non si può pretendere che a fare la propria parte siano solo i commercianti e, segnatamente piccoli negozi e mercati. Persino l’iniziativa "Spesa amica", che abbiamo lanciato su scala nazionale, a Torino si sta sfilacciando».

            E se da Torino lo sguardo si allarga al resto del Piemonte, il quadro non si schiarisce. Anzi, restando in casa Confesercenti, dal coordinamento regionale si fa notare che «l’accordo è fermo: nei prossimi giorni valuteremo il da farsi». Ma anche andando presso un’abitazione di solito più accogliente per il governo, la musica non cambia: «Quella che è stata lanciata — dice Ferruccio Dardanello, presidente regionale della Confcommercio — è solo un’operazione di facciata. E se è vero che alcuni prezzi stanno calando, è solo la risposta alla legge di mercato: cala la domanda, l’offerta cerca di farsi più allettante». E per trovare un punto d’incontro, ieri il ministro Siniscalco è stato invitato al direttivo Confcommercio, a Roma.

            Intanto altri commercianti fanno da sé. Ad Alessandria proseguirà fino al 6 gennaio l’iniziativa partita, in via sperimentale, questa estate. Sottoscritta dalle associazioni di categoria e dall’assessore comunale alle Attività economiche, Diego Motta, vede 180 negozi, dislocati non solo nel capoluogo provinciale, ma anche ad Aqui Terme e a Valenza, mettere in vendita prodotti a prezzi bloccati. E a giorni, sempre ad Alessandria, decollerà una promozione che porterà parrucchieri ed estetiste ad applicare uno sconto del 15% sulle prestazioni, il mercoledì.

            Tralascia, invece, il discorso dei prezzi — per puntare sulla qualità — l’iniziativa di una decina di negozi tra i più noti di Torino e provincia che guardano non solo all’immediato, ma anche alle opportunità derivanti al Piemonte dalle Olimpiadi del 2006. Il loro obiettivo: offrire a residenti e turisti spazi commerciali che siano luoghi d’eccellenza per accoglienza, professionalità e qualità.