Torino. I timori dei 1200 dipendenti del Toroc

16/12/2005
    venerdì 16 dicembre 2005

      Pagina IV – Torino

        IL RETROSCENA

          I timori dei 1200 dipendenti del Toroc: "Magari poi tutto si risolve come un anno fa"

          Fiato sospeso in via Bologna
          «Ci pagheranno lo stipendio?»

            Hanno appena ricevuto il «cedolino» che attesta il pagamento della tredicesima. A fine mese dovrebbero ricevere lo stipendio di dicembre. Ma teoricamente per gli oltre 1200 dipendenti del Toroc potrebbe essere l´ultimo. Proprio a pochi giorni dall´atteso evento al quale stanno lavorando da anni, la nuova crisi finanziaria che ha investito l´organizzazione olimpica con il taglio di 64 milioni da parte del ministro Giulio Tremonti, mette a rischio anche gli stipendi di gennaio e febbraio: con una rigorosa applicazione delle norme, nessuna spesa potrebbe essere compiuta dal Toroc, privo di un bilancio che senza la garanzia di quei soldi non può essere assolutamente approvato. «Davvero? – si chiede stupita una dipendente durante la pausa pranzo in corso Novara – Siamo alla follia». Una collega prova consolarla: «Sembra un film già visto. Lo scorso anno, di questi tempi, girava la voce sul mancato pagamento degli stipendi. Poi tutto si è aggiustato. Mi auguro che accada anche adesso».

            Si parla di una particolare linea di credito con il SanPaolo che autorizzerebbe il pagamento. Ma i rappresentanti sindacali aziendali, reduci da una vertenza che a garantito ai dipendenti un bonus uguale per tutti a fine dei Giochi, sono già sul piede di guerra: «Proprio nel rush finale non sarebbe ammissibile una cosa del genere – affermano – Ovviamente tutte queste voci non fanno che aumentare le preoccupazioni sul futuro. Esigiamo dai vertici del Toroc chiarimenti e spiegazioni».

            Sono pronti alla mobilitazione, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil che seguono le vicende olimpiche: «Se davvero si arrivasse al blocco degli stipendi – dice Elena Ferro, appena rieletta segretaria Filcams – Cgil – i lavoratori non starebbero certamente a guardare. Nessuno potrebbe accettare di lavorare in una fase così delicata senza la sicurezza di ricevere gli stipendi. Non si può tollerare un comportamento così irresponsabile da parte del governo. Siamo pronti a reagire».

          (g. l. v.)