Torino. I lavoratori del Toroc al convegno della Filcams

19/09/2005

    sabato 17 settembre 2005

      Torino

      I lavoratori del Toroc
      al convegno della Filcams-Cgil

        Sono 1.200, quasi tutti giovani, moltissime donne, con alta scolarità. E sono convinti che entro pochi mesi saranno disoccupati. Sono i lavoratori del Toroc che ieri, in un convegno organizzato dalla Filcams-Cgil, hanno chiesto agli enti locali di garantire un lavoro dopo i giochi.

        Dice Elena Ferro della Filcams: «Vogliamo sapere se le istituzioni si faranno carico dello sbocco occupazionale e in che modo i dipendenti del Toroc verranno quindi ricollocati. Riteniamo infatti che la loro professionalità non debba essere fatta cadere nel vuoto».

        Il Toroc, che per statuto chiuderà dopo le Olimpiadi, ha organizzato con la Adecco un percorso di ricollocazione dei dipendenti. Al convegno direttore e presidente del Toroc, Vaciago e Castellani, hanno sostenuto che il successo delle Olimpiadi sarà anche una garanzia per il futuro della città e in quel caso anche per l’occupazione. Castellani ha ricordato che con i Giochi sono arrivati a Torino e provincia più di 2 miliardi di euro per le infrastrutture e che degli oltre 300 milioni per beni e servizi più della metà è stato acquistato in Piemonte o a Torino.

        Polemico il presidente della Provincia Antonio Saitta: «Negli scorsi anni la Regione ha perso tempo: «Adesso è urgente creare una società pubblica che gestisca dopo i Giochi il distretto olimpico nel suo complesso e lo promuova nel mondo tutto insieme. Altrimenti l’eredità olimpica andrà dispersa».

          Ha aggiunto: «Questo si deve evitare promuovendo l’uso degli impianti, che per dieci anni saranno i migliori nel mondo, per grandi eventi sportivi. In quel caso è evidente che anche i posti di lavoro si potranno tutelare».