Torino. Gli “orfani” delle Olimpiadi

15/09/2005
    giovedì 15 settembre 2005

    Pagina XV – Torino

      Domani un convegno sul futuro dei duemila dipendenti del Toroc il giorno dopo la fine dei Giochi

        Gli "orfani" delle Olimpiadi
        La Cgil: "Non perdiamo quelle professionalità"

          I progetti con Adecco e Sviluppo Italia non rassicurano sulle prospettive Melillo: occorre che le istituzioni affrontino adesso il nodo. Siamo già in ritardo

            DIEGO LONGHIN

            Il dopo Olimpiadi non è solo una questione di opere da gestire, ma di teste da ricollocare, ad incominciare dai dipendenti del Toroc. Persone, soprattutto giovani, che spento il tripode rischiano di rimanere disoccupati. «Una perdita di professionalità che non possiamo permetterci in un momento così difficile per il Piemonte – sottolinea Giuseppe Melillo, segretario della Filcams-Cgil di Torino – non si può affrontare il problema a Giochi fatti. Politica, istituzioni e comitato organizzatore devono dare risposte prima».

            Domani, alle 9.30 in via Pedrotti 5, si discuterà della questione, in un convegno organizzato dalla Cgil dal titolo «Occupazione, sviluppo, professionalità oltre al Toroc e ai Giochi del 2006». Tra gli invitati il sindaco Sergio Chiamparino, il presidente della Provincia, Antonio Saitta, il presidente del Toroc, Valentino Castellani, e il direttore generale del comitato, Cesare Vaciago. «Lo scopo è di capire quali sono le proposte in campo, cosa si sta muovendo per dare un futuro ai dipendenti di corso Novara. Si tratta di mestieri tecnici, specialistici, talora rari e irripetibili», spiega Melillo. Ora sono poco più di mille persone, ma entro fine anno saranno oltre 1.300, per arrivare a quasi 2.000 durante l´evento. Si tratta di giovani (il 23 per cento ha meno di 29 anni e il 54 per cento ha tra i 30 e i 39 anni) con un livello medio-alto di preparazione: il 72 per cento possiede una laurea. Per la maggior parte sono italiani, 88 per cento, mentre l´8 per cento proviene dai Paesi dell´Unione Europea e solo il 4 per cento fuori Ue. Addetti che fra sei mesi, giorno più, giorno meno, potrebbero trovarsi a spasso.

              Il Toroc ha un accordo con l´Adecco. L´agenzia interinale, sponsor dei Giochi, si è impegnata a sondare le disponibilità delle aziende ad assumere, in tutta Italia, e ad organizzare una serie di colloqui, senza però assicurare la riuscita e un nuovo contratto. Il progetto si chiama Next, ma l´iniziativa e ritenuta insufficiente anche dalle rappresentanze sindacali interne al comitato organizzatore. In ballo poi c´è la fondazione che Sviluppo Italia dovrà creare per gestire i siti olimpici fuori Torino. Un bacino ideale dove ricollocare parte del personale in forza in corso Novara. «Per fortuna sia le montagne sia i siti olimpici non si possono delocalizzare – aggiunge Melillo – quindi le opportunità per dare una risposta al personale Toroc non dovrebbero mancare, ma non si è ancora aperta una discussione seria sul problema. Prevenire, anche se si è già in ritardo, è meglio che curare». Per il sindacato è poi necessario riuscire a conservare nell´area torinese le professionalità migliori: «Non perdiamo giovani che rappresentano una risorsa per la città».