Torino. Farmaci al supermercato, non è boom

21/11/2007
    mercoledì 21 novembre 2007

    Pagina IX – Torino

      Bilancio dall´entrata in vigore del decreto. I titolari delle farmacie pubblicano uno studio sulla loro rivista

      Farmaci al supermercato, non è boom

        La riforma Bersani stenta: vendite attestate sul 6 per cento

          Aperti in Piemonte 130 nuovi
          esercizi di cui 110 parafarmacie
          e 20 punti vendita nelle Coop

          Il vantaggio comunque c´è e
          riguarda il calo generalizzato
          dei prezzi per i prodotti da banco

            OTTAVIA GIUSTETTI

            Non decolla a Torino la riforma Bersani che dal 2006 ha aperto ai supermercati della grande distribuzione la possibilità di vendere farmaci da banco. Il calo di entrate nelle farmacie tradizionali nei 18 mesi passati è stato davvero irrilevante, soprattutto per quelle che hanno messo in atto una serie di promozioni e sconti per fare concorrenza ai corner delle Coop. E per le altre, il decreto si è fatto sentire su una percentuale di vendite molto più basso di quel che i farmacisti temevano. Il corner del supermercato resta il punto vendita d´impulso che può avvalersi di un gran numero di visitatori di passaggio ma non attrae una sua clientela visto che non è riuscito fino a oggi a offrire veri prezzi da grande distribuzione.

            Lo confermano i dati raccolti da uno studente che ha fatto di questa ricerca la sua tesi di laurea e che ha pubblicato il suo studio sulla rivista di settore il mese scorso. Studiato un campione di 26 farmacie di Torino e provincia, 8 parafarmacie e 5 corner di supermercati, da gennaio 2006 a giugno 2007 è emerso che tra quelle che hanno offerto sconti la maggior parte non ha avuto alcuna perdita, mentre quelle che hanno mantenuto invariati i prezzi hanno registrato un calo delle vendite intorno al 10-15 per cento. Ancora molto bassi i dati delle parafarmacie, mentre i corner dei supermercati attestano le proprie vendite intorno al sei per cento del totale dei prodotti da banco offrendo sconti che vanno dal 20 al 30 per cento circa. Le nuove regole dunque non hanno portato grandi novità se non un lieve calo dei prezzi e una distribuzione più capillare di punti vendita. Nell´ultimo anno sulla scia del decreto sono stati aperti in Piemonte circa 130 nuovi esercizi di cui circa 110 parafarmacie e 20 punti vendita nelle Coop. «Anche i responsabili dei corner dei centri commerciali ammettono che i volumi di vendita registrati fino a oggi sono piuttosto deludenti – dice Luciano Platter, presidente dell´associazione titolari di farmacia della provincia di Torino – probabilmente la strategia è quella di aprire sul mercato la vendita dei farmaci da banco per avviare nel futuro la creazione di una serie di prodotti a marchio Coop». Una supposizione logica se si pensa a quanti prodotti marchiati Coop sono comparsi via via nei supermercati. Dai pannolini al pomodoro in scatola, alla frutta e verdura, al cibo per animali. Nulla di più facile dunque che prima o poi arrivino sugli scaffali anche farmaci da banco come aspirina e tachipirina, per non parlare dei prodotti di bellezza e di cura del corpo che rappresentano un vero e proprio business.

            Il corner intercetta la clientela del supermercato e gode di un grande passaggio di persone. I volumi di vendita li fa grazie a questo. «La nostra impressione è che i cittadini si rivolgano ancora alla farmacia come facevano prima del decreto Bersani – dice Luciano Platter – la farmacia offre la possibilità di parlare di come ci si sente con un medico, di chiedere il consiglio giusto basato anche su un rapporto di fiducia costruito nel tempo». I torinesi non concepiscono il medicinale, se pure quello da banco, come un bene di consumo e ritengono forse che nel corner del grande supermercato si tuteli il cittadino dal punto di vista della spesa ma probabilmente ancora non hanno piena fiducia.