Torino. Epifani debutta venerdì in piazza San Carlo

16/10/2002






            (Del 16/10/2002 Sezione: Torino cronaca Pag. 48)
            LE MODALITA´ DELLA PROTESTA CHE AVRA´ LA DURATA DI OTTO ORE
            Epifani debutta venerdì in piazza San Carlo
            Dopo il corteo, comizio del nuovo leader Cgil

            La Cgil torna in piazza da sola con uno sciopero generale per i diritti e contro la Finanziaria deciso subito dopo l´intesa separata di giugno tra governo e Cisl e Uil che prevede tra l´altro una modifica dell´articolo 18. Quella di Torino sarà venerdì 18, giorno dello sciopero, la piazza più importante delle 120 in cui si terranno manifestazioni: qui, in piazza San Carlo, parlerà il nuovo segretario generale, Guglielmo Epifani e al centro della giornata di mobilitazione ci sarà ovviamente la difficile situazione alla Fiat. Lo sciopero generale di otto ore – che riguarda i settori pubblici e privati – non dovrebbe creare ai torinesi particolari disagi perché gli orari dell´astensione dal lavoro non colpiscono, nel caso dei trasporti in particolare, i momenti di massimo utilizzo. I lavoratori dell´Atm si fermeranno dalle 17,45 a fine turno; quelli della Satti dalla 17,30; la autolinee dalle 16 alle 24. Per le Ferrovie lo sciopero è previsto, ovviamente in tutta Italia, dalle 9 alle 17 con la abituale garanzia dei servizi minimi. Per gli aerei fermata dalle 10 alle 18. Più problematica con ogni probabilità la situazione di banche e uffici postali dove lo sciopero potrebbe portare anche, in alcuni casi, alla chiusura. Il comparto elettrico e del gas si fermerà otto ore per turno, fatte salve le prestazioni minime. Stessa cosa negli ospedali con le urgenze garantite. Lo sciopero riguarda anche il settore della scuola sia statale sia comunale e tutti i servizi degli locali tra cui quello comunale delle pompe funebri. In città sono previsti due cortei che confluiranno in piazza San Carlo dove intorno alle 11,30 ci sarà il comizio conclusivo nel corso del quale parleranno il segretario regionale della Cgil, Vincenzo Scudiere, uno studente, una rappresentante del Torino social forum, il rappresentante in Italia del popolo palestinese Ali Rashid, la delegata di Mirafiori Pina Murru e Epifani. Il primo corteo partirà alle 10,30 da paizza Statuto e percorrerà corso San Martino, via Cernaia, via Pietro Micca, via Santa Teresa. Una manifestazione di studenti, che si muoverà da piazza Arbarello, confluirà in questa manifestazione in via Cernaia. Il secondo corteo, che sarà aperto dai lavoratori della Fiat, si avvierà da corso Marconi per via Nizza, piazza Carlo Felice, via Roma. A Torino arriveranno anche 200 pullman dal Piemonte. Il segretario regionale Scudiere si attende «una grande partecipazione perché sentiamo crescere l´opposizione a questa Finanziaria e all´attacco ai diritti». Finora in regione sono state raccolte oltre 300 mila firme – delle 500 mila previste – a sostegno di proposte di leggi che prevedono l´estensione dei diritti anche ai lavoratori che ora ne sono privi. Aggiunge Scudiere: «Malgrado la propaganda del governo per il quale tutto va sempre bene siamo ormai in piena stagnazione con una crescita quest´anno prevista dai più ottimisti nel più 0,6%, ma che in realtà sarà dello 0,2. Sta crescendo l´inflazione e stanno aumentando i lavoratori che perdono il posto». Il segretario prosegue: «La Finanziaria non aiuta lo sviluppo e fa peggiorare i conti pubblici cosa che significherà nuovi tagli ai servizi e intanto il governo approva le deleghe sul fisco che portano a sole due aliquote premiando i redditi maggiori a discapito di quelli più bassi. E anche l´abbassamento della pressione fiscale sui redditi bassi è inferiore a quella che il sindacato tutto insieme aveva già ottenuto dal precedente governo». E Scudiere non dimentica il tema delle pensioni: «Nella delega del governo, con la decontribuzione per i nuovi assunti, si mina il futuro anche molto prossimo del sistema pensionistico pubblico». Sulla crisi della Fiat Scudiere ribadisce che la Cgil è contraria ai licenziamenti, alla chiusura di stabilimenti e alla cassa integrazione a zero ore e aggiunge: «Per affrontare questa situazione i sindacati devono ritrovare l´unità e noi proponiamo a Cisl e Uil di organizzare una grande assemblea dei delegati e di tutte le forze politiche e sociali sul futuro di Torino». Prosegue: «Dobbiamo cercare un terreno unitario, non importa se su altre questioni continueremo a non avere la stessa opinione. È chiaro che non si risolve così il problema dell´unità sindacale, ma può tuttavia aiutare la ripresa delle relazioni perché solo insieme si può fronteggiare una crisi di queste dimensioni».

            Marina Cassi